Rinascimento magentino, tocca all’area Atm: 11 mila mq a due passi dal centro

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MAGENTA – «A Magenta esistevano 8 aree dismesse: 7 sono state recuperate dall’amministrazione Del Gobbo, ridando alla città un valore importante e togliendole al degrado sociale. Gli altri hanno fatto solo chiacchiere». Il sindaco Luca Del Gobbo ha commentato così oggi, mercoledì 9 ottobre, l’avvio del percorso di recupero dell’ex officina Atm in via Milano (nelle immagini) con il deposito degli autobus che facevano capolinea a Magenta. «Un’area caduta nel dimenticatoio da una ventina d’anni – ha rimarcato l’assessore all’urbanistica e ambiente Simone Gelli – Abbiamo aperto un tavolo di confronto con Atm, proprietaria dell’aria, e chiesto se vi fossero progettualità, ad esempio del nuovo polo scolastico com’era stato suggerito da alcuni: ci hanno risposto di non aver mai ricevuto alcuna proposta.

«In agosto – ha riepilogato Gelli – la giunta ha approvato la delibera da me proposta per rigenerare l’area autorizzando Atm a bandirla secondo quanto previsto dal Pgt vigente. L’asta è aperta fino alle ore 13.00 di mercoledì prossimo, 16 ottobre. È l’avvio di un percorso virtuoso, con due amministrazioni pubbliche che in breve tempo hanno lavorato insieme per farlo partire. Fra le ipotesi di recupero c’è la cessione alla città della palazzina fronte strada per ricavarne uffici comunali, sedi di associazioni o altro, e di ricavare parcheggi o un’area verde.

Gelli: «Avanti con la riqualificazione dell’asse est-ovest»

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Collocata tra via Verdi e via Milano a poche centinaia di metri dal centro storico, l’area Atm si estende su quasi 11.000 metri quadri, di cui 4.300 edificabili e 3.800 che saranno ceduti all’amministrazione comunale. «Vi si accede da via Milano – ha ricordato ancora l’assessore –, importante via d’accesso alla città da est, ed è la seconda area che riqualifichiamo in due anni dopo il recente avvio dei lavori a fianco di Villa Naj Oleari; qui vogliamo fare lo stesso, bonificare l’area per renderla disponibile, insieme con il legittimo proprietario, a chi volesse investirvi per riqualificarla. Con piccoli e grandi interventi stiamo riqualificando sull’asse est-ovest anche l’area Iper e, su un’altra dimensione, l’edificio con un bar storico in disuso vicino alla caserma dei Carabinieri. Tutti sviluppi dell’approvazione del documento di piano che ha portato a un crescendo di attività urbanistiche».

Del Gobbo: «Tanti risultati raggiunti, altri chiacchierano»

«Il mio primo provvedimento da sindaco nel 2022 – ha ricordato Del Gobbo – fu proprio per le persone senza fissa dimora che si trovavano in una delle tante aree dismesse, quella dell’ex fabbrica di laminati plastici. Il documento di piano è stato la prima visione concreta del programma elettorale. Delle aree dismesse manca solo la ex Saffa, speriamo di trovare una soluzione nei prossimi tre anni. Qualcuno – ha proseguito il primo cittadino alludendo al Pd – ha detto che l’area Atm doveva essere il nuovo polo scolastico con il liceo, presentando tanto di rendering. Forse dovrebbe spiegare da dove è nata questa fantasia e dare qualche risposta sul perché non si sono mai visti né progetti né fondi. A Magenta c’è una parte politica che da sempre racconta frottole e una che dà risposte concrete. Sono sempre disponibile a fare un confronto con chi in 5 anni ha lasciato andare la città nel disordine più totale».

Del Gobbo ha quindi sottolineato «i tanti risultati raggiunti dall’assessorato di Gelli in due anni, a partire da un documento di piano con meno volumetrie di quelle che si potevano fare per legge fino a due aree dismesse recuperate. È la migliore riposta possibile alla città. Magenta è in decrescita di abitanti, pensiamo si assesti intorno a 26-27.000, non 50.000 come nel Pgt di qualcuno prima di noi. II rinascimento magentino è questo e la gente se n’è accorta».

«Nessun cambiamento con l’adesione a Fi»

Infine Del Gobbo ha voluto rintuzzare le possibili lettore degli scenari politico-amministrativi locali dopo la sua (ri)adesione a Forza Italia insieme a due assessori e cinque consiglieri. «Ho ricevuto l’invito di rientrare a lavorare in Forza Italia in un contesto in cui il partito sta ricostruendo le sue basi dentro il centrodestra a livello nazionale e locale. Ho fatto una verifica con i miei assessori, consiglieri, chi ha costruito con me la lista del sindaco e con i miei alleati. L’unica condizione che posi per candidarmi a sindaco due anni fa era che in caso di vittoria i singoli partiti formassero la cosiddetta “nazionale”, non l’espressione della somma di tutti i singoli partiti, ma uniti all’interno del centrodestra. Non cambia niente, continueremo a lavorare come abbiamo fatto fino ad ora: assessori consiglieri programma rimangono gli stessi, io resto garante del lavoro che va avanti come prima».

Quanto all’uscita dalla lista con cui si era presentato agli elettori, per Del Gobbo «la mia non era una lista civica, ma la lista del sindaco. Ero stato eletto nel 2002 e nel 2007 con Fi; nel 2012 in Regione sempre in quota Fi, poi negli ultimi cinque anni la mia storia politica è stata in Noi con l’Italia, Nel 2022 scelsi di fare la lista del sindaco, la fece anche Maroni in Regione (nel 2013, nda) prima di rientrare nella Lega e nessuno si scandalizzò».

Da Magenta in Champagne per i 15 anni di gemellaggio con l’omonima città francese

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