ROMAGNANO SESIA – Lavoravano in un cunicolo a cui accedevano attraverso tombini in spazi particolarmente ristretti, immersi nell’ acqua stagnante e nel fango e con scarsa areazione.
In alcuni tratti erano costretti a procedere carponi, in condizioni riconducibili a quelli che la legge definisce “ambienti confinati” – cioè spazi come cisterne, silos, fogne, pozzi, camini e condutture – in un contesto di rischio elevato per la salute e la sicurezza, ma senza adeguata formazione e senza verifiche mediche corrette.
Un cantiere degli orrori finanziato con il PNRR
I Carabinieri del nucleo Ispettorato del Lavoro di Novara, insieme al Comando Gruppo Carabinieri Forestali di Novara hanno scoperto il “cantiere degli orrori” a Romagnano Sesia . Si tratta di un intervento di sistemazione idraulica di un corso d’acqua per un importo di circa euro 200.000 finanziati con fondi del PNRR.
Un operaio: «Mi hanno lasciato a lungo da solo nel buco»
Un vero e proprio incubo per i lavoratori: uno di loro ha raccontato ai Carabinieri di essere stato lasciato da solo nel cunicolo per un periodo prolungato durante un controllo ispettivo all’esterno. L’uomo, in preda al panico, faticava anche a respirare.
Non a caso, l’operaio ha spiegato ai militari di essersi dimesso poco dopo, pur trovandosi in condizioni economiche non favorevoli, proprio a seguito della paura provata in quella circostanza.
Sospesa l’attività, poi gli approfondimenti
Già dal primo accesso al cantiere da parte dei Carabinieri sono state rilevate gravi violazioni in materia di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro: per questo era stata disposta la sospensione temporanea dell’attività di cantiere per il pericolo di caduta verso il vuoto e per le lavorazioni a rischio.
Nell’occasione sono stati acquisiti attestati di formazione per attività in “ambienti confinati” e certificazioni di idoneità sanitaria relativi ai lavoratori impiegati nel cunicolo.
L’Autorità Giudiziaria ha disposto perquisizioni e sequestri di documentazione presso il cantiere, la sede della società esecutrice, gli enti formatori e lo studio del medico competente. Le attività di controllo sono state eseguite in più comuni e in diverse regioni del territorio nazionale (Piemonte, Campania e altre località interessate dall’operatività dell’impresa e degli enti coinvolti).
L’analisi incrociata della documentazione sequestrata, delle banche dati consultate e delle dichiarazioni rese dai lavoratori ha consentito agli inquirenti di delineare un quadro secondo cui i tre operai impiegati nel cunicolo non avrebbero ricevuto una effettiva formazione specifica né sarebbero stati sottoposti alle visite mediche preventive indicate nei certificati.
Sono stati così denunciati in stato di libertà più soggetti, tra cui il legale rappresentante della società esecutrice, il soggetto individuato quale datore di lavoro di fatto, un medico e alcuni operatori della filiera formativa.
