Rotte di Malpensa, Cor2: «Le norme sul rumore vanno riviste. Non c’è solo il Cuv»

MALPENSA – Il livello di rumore valutato in Lva «non è un buon parametro per indicare il disagio nei comuni di seconda fascia». Molto meglio, dicono, sarebbe la misurazione del «numero di picchi oltre un certo numero di decibel o la loro media». Oppure, fra i temi discussi, anche la richiesta di «considerare il numero di persone penalizzate anche oltre la prima fascia di comuni». Infatti, e l’hanno ribadito, la popolazione soggetta a disturbo nei comuni del Cor2 «è nettamente aumentata durante la sperimentazione». Sono solo alcune delle considerazioni emerse lo scorso febbraio dall’incontro “Parliamo di Malpensa?”. Si tratta dell’appuntamento promosso dal coordinamento di seconda fascia aeroportuale, che si è svolto al Teatro dell’Olmo di Taino, per confrontarsi sui risultati della sperimentazione delle nuove rotte di Malpensa.

L’incontro

Il Cor2 ha riassunto in una nota l’incontro, spiegando che i tecnici di Arpa presenti hanno illustrato «la normativa di riferimento sul rumore aeroportuale e le metodologie di analisi del rumore adottate per la valutazione della sperimentazione delle nuove rotte di Malpensa». Precisando, poi, che «il risultato positivo è dato dal minor numero di persone impattate a livello di comuni di prima fascia (Cuv)». Il Cor2, per tramite del consigliere comunale di Taino, Alessandro Annunziato, ha illustrato il database dei sorvoli. «Questo strumento – recita la nota – offre a tutti i cittadini la possibilità di vedere il numero di sorvoli sul proprio comune e stimare i livelli di rumore al variare di alcuni parametri di base (sorvoli, intensità sonora, durata)». Di più: «Sono state anche illustrate alcune misurazioni fatte in modo estemporaneo e non certificato ma dal valore dimostrativo per spiegare come il livello di rumore valutato in Lva non sia un buon parametro per indicare il disagio nei comuni di seconda fascia. Molto meglio sarebbe il numero di picchi oltre un certo numero di decibel o la loro media (Leq)». Altra considerazione «importante» è stata la richiesta di «considerare il numero di persone penalizzate anche oltre la prima fascia di comuni». Infatti, aggiunge, «la popolazione soggetta a disturbo nei comuni del Cor2 è nettamente aumentata durante la sperimentazione». Questo punto è stato sollevato anche dagli interventi del pubblico, «che hanno rimarcato ulteriori richieste al Cor2 e alla politica: studio epidemiologico, piano nazionale del traffico aereo, compatibilità territorio-Malpensa sono alcune delle tematiche sollevate».

Le richieste del Cor2

Da parte dei comuni del Cor2 sono state avanzate pubblicamente due richieste. La prima è la «revisione della normativa sul rumore (1997) e ormai superata: occorre valutare gli impatti al di fuori della prima fascia aeroportuale e rivedere i parametri (considerando i Leq oltre agli Lva)». L’altra è un «appello» a Regione Lombardia a «investire di più su Arpa per metterla in condizione di lavorare al meglio sulle valutazioni degli impatti (non solo sul rumore ma anche su altri parametri ambientali)». Conclude Milo Manica, coordinatore e assessore all’ambiente di Angera, commenta: «Le sollecitazioni pervenute dalla serata molto partecipata ci spingono a proseguire il nostro lavoro di controllo e stimolo alle istituzioni. Vogliamo entrare in commissione aeroportuale (a distanza di 8 mesi dall’incontro in prefettura a Varese non siamo ancora stati convocati) e allargare la rete di collaborazione ai comuni dell’alto milanese e del novarese, con cui siamo già in contatto da qualche mese». Annunciata nella serata anche la volontà di alcuni Comuni del Varesotto ad aderire al protocollo del coordinamento e si prospetta la possibilità di una replica della serata ad Azzate nei prossimi mesi.

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