Una sala in Provincia per Carlo Lucchina. «È stato un servitore dello Stato»

sala provincia carlo lucchina
Nel collage la sala dedicata in Provincia, le autorità in prima fila e un ritratto di Lucchina

VARESE – La Provincia di Varese ha ricordato Carlo Lucchina. Lo ha fatto oggi, sabato 3 ottobre, con un doppio momento a Villa Recalcati. Prima con lo svelamento di una targa e poi con un convegno in cui sono intervenute le autorità e chi è stato al suo fianco nella vita professionale e personale. Tra le testimonianze anche quella del ministro dell’economia e delle finanze Giancarlo Giorgetti.

La targa

A Carlo Lucchina è stata dedicata una sala al primo piano della villa. Non una stanza a caso, ma proprio quello che era stato il suo ufficio di direttore generale. «Abbiamo voluto dedicare la sua sala a lui, perché siamo tutti affezionati a Carlo», ha detto il presidente Marco Magrini. Al suo fianco (qui sotto il video) i figli e la moglie e le autorità tra cui il presidente della Regione Attilio Fontana, il prefetto Salvatore Pasquariello e il sindaco Davide Galimberti. “Esempio di rigore istituzionale e di elevato senso del dovere”: questa la scritta apposta sulla targa. L’evento è stato promosso in occasione delle celebrazioni del centenario della Provincia di Varese ed è stato seguito dal convegno “Carlo Lucchina. L’uomo oltre il manager” organizzato dall’associazione Varese per l’Oncologia Odv – guidata da Lucchina fino alla sua scomparsa – con il contributo e il patrocinio di Regione Lombardia, il patrocinio di Asst Sette Laghi e Provincia di Varese.

Il ricordo del ministro 

Il ricordo si è svolto in una sala convegni stracolma, tanto che in molti si sono accomodati anche nell’adiacente sala consiglio. In apertura le voci istituzionali. «Ha lasciato un segno profondo nella sanità lombarda e nel sistema pubblico – ha detto il presidente della Regione Lombardia Attilio Fontana – tutti noi abbiamo conosciuto la sua visione strategica, la straordinaria capacità manageriale e la profonda conoscenza della macchina pubblica. Nel decennio alla guida della sanità lombarda è stato un punto di riferimento non solo regionale, ma nazionale ed europeo, contribuendo all’ammodernamento dei nostri standard clinici e organizzativi». Ha poi preso parola Giancarlo Giorgetti (qui sotto il video). «Non intervengo come ministro – ha esordito – ma voglio dare un ricordo anche personale di Carlo Lucchina». A partire dal primo incontro. «Le nostre strade si sono incrociate proprio qui in Provincia negli anni Novanta. Lui era capo ragioneria e io ero stato nominato revisore dei conti. Ci volle poco tempo per far maturare una stima reciproca che è continuata nel corso del tempo, con un approccio pragmatico per risolvere le situazioni. Ricordo le telefonate in cui mi salutava chiamandomi onorevole e presentava i problemi. I percorsi di chi non si sottrae alle responsabilità prevedono anche cose spiacevoli e oltre alle rose ci sono le spine, sempre affrontate però con grande dignità e compostezza. È stato un civil servant, una persona che ha servito enormemente bene la cosa pubblica nei diversi ruoli che ha ricoperto. Questa sala conferma il prestigio che ha maturato. Grazie Carlo dal tuo onorevole».

Le notti insonni con Bertolaso

Tra i messaggi anche quello del sottosegretario di Regione Lombardia Raffaele Cattaneo – «È stato un grande uomo, capace di motivare e coinvolgere moltissime persone che con lui hanno reso il sistema sanitario lombardo in quegli anni una eccellenza mondiale». Ha inviato un video l’assessore regionale al welfare Guido Bertolaso, che ha ricordato l’esperienza della campagna vaccinale anti-Covid. «Ricordo intere notti trascorse in videocall, fino alle tre o alle quattro del mattino, a riorganizzare i sistemi e a pianificare le risposte per garantire la vaccinazione di prossimità ai nostri anziani over 80 ed evitare loro disagi inaccettabili. In quelle notti difficili e insonni è nata un’amicizia solida e fraterna».

Le borse di studio

Sono seguite le testimonianze di rappresentanti del mondo sanitario, accademico e associativo. Da cui sono emersi i diversi volti di Lucchina: non solo il manager competente, attivo prima in Provincia, poi all’Ospedale di Varese e quindi ai vertici della sanità lombarda. Ma anche la passione per i funghi, per il suo cane e per il tango. Il figlio di Carlo Lucchina Marco ha portato la voce della famiglia: «Non era burbero – ha detto – era attento ai problemi, se ce n’era uno lo si risolveva». In chiusura la consegna delle borse di studio per due studentesse di Scienze della comunicazione dell’Università dell’Insubria, Valentina De Servi e Vanessa Balsamo. A presentare il progetto la docente dell’ateneo Alessandra Grossi, mentre le borse di studio sono state consegnate da Nicoletta Caverzasio Ferloni, presidente di Varese per l’Oncologia Odv.

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