Femminicidio Samarate, il Pm: «Ergastolo per Gerardi. Nessuna attenuante, è meritato»

BUSTO ARSIZIOVincenzo Gerardi va condannato all’ergastolo «è provata l’aggravante della premeditazione contestata all’imputato – ha detto il pubblico ministero Ciro Caramore oggi, lunedì 12 luglio, in sede di requisitoria davanti alla Corte d’Assise del tribunale di Busto presieduta da Giuseppe Fazio (Giulia Troina e i giudici popolari a latere) – E non c’è alcuna ragione al mondo per concedere le attenuanti generiche. L’ergastolo è l’unica richiesta possibile. Ergastolo che è anche meritato in un caso come questo».

La gelosia è un’aggravante

Rapida, meno di mezz’ora, durissima ed incisiva, la requisitoria del Pubblico Ministero è andata dritta al punto. Gerardi ha ucciso la moglie Teresa Stabile il 16 aprile 2025 a Samarate e su questo, visto che l’imputato è reo confesso, non ci sono dubbi. La donna è stata assassinata nel cortile condominiale di via San Giovanni Bosco a Samarate dove entrambi vivevano ma in alloggi separati perché il marito non era in gradi di accettare la sua decisione di lasciarlo, di essere libera, come ribadito dall’accusa. Il Pm Caramore ha toccato anche il punto nodale della difesa di Gerardi – giudicato capace di intendere e di volere – che avrebbe individuato in una gelosia patologica – smentita dal perito psichiatrico – una sorta di motivazione all’accaduto.

Difesa inaccettabile

«Abbiamo sentito parlare continuamente di questa gelosia, dell’indole da uomo del sud dell’imputato. Sono francamente argomenti inaccettabili all’interno di un processo penale datato 2026 – ha detto Caramore – Questi sono argomenti che forse andavano bene a Caltanissetta nel 1950, non di certo oggi. La verità è che Gerardi ha costretto la moglie a subire un rapporto tossico per anni e alla fine l’ha ammazzata quando ha visto che Teresa sfuggiva al suo controllo. Ma questo è un problema suo, e sottolineo – ha proseguito il pm – Che la gelosia non è un’attenuante, come stabilito da parecchie sentenze di Cassazione, la gelosia è un’aggravante perché ricompera nei futili motivi». Per la procura gli scritti-testamento lasciati da Gerardi ai figli che per l’accusa rivelano la volontà di uccidere e suicidarsi scritti tempo prima del 16 aprile, provano la premeditazione.

La responsabilità morale dei Carabinieri

Il Pm ha concluso sottolineando un fatto grave «e doloroso. Stabile si è rivolta ai carabinieri di Samarate, forse più di una volta, per denunciare il marito e si è sentita rispondere dai carabinieri che il marito in fondo era un bravo ragazzo, si è sentita rispondere di pensarci prima di denunciare». Parole con le quali Caramore sottintende che forse la morte di Teresa si sarebbe potuta evitare. «E’ un fatto orribile – ha proseguito Caramore – So che questi carabinieri sono stati indagati, non so che fine abbia fatto il fascicolo, temo però sia stato archiviato. Ciò non toglie che a loro resta in capo una responsabilità morale, perché non hanno fatto il loro dovere». Lunedì 20 luglio discuteranno parti civili e difesa. La sentenza di primo grado è attesa per il 24 luglio.

samarate femminicidio ergastolo Gerardi – MALPENSA24
Visited 1.066 times, 1 visit(s) today