SAMARATE – «Ancora oggi vediamo il riorganizzarsi di gruppi neofascisti e neonazisti sia in Italia che in altre parti d’Europa con addirittura importanti personaggi che li sostengono», le parole del sindaco di Samarate, Alessandro Ferrazzi. «Dobbiamo mantenere viva la memoria», aggiunge il sindaco di Ferno, Sarah Foti. Entrambi – questa mattina, 11 gennaio – hanno preso parte alla commemorazione dei cinque partigiani e concittadini che ottant’anni fa – il 5 gennaio del 1945 – furono uccisi per mano dei fascisti.
«Perché sono antifascista?»
Nino Locarno, Dante Pozzi, Claudio Magnoli, Silvano Fantin, Paolo Salemi. Sono i giovanissimi martiri che ogni anno vengono ricordati dalle amministrazioni comunale e dai cittadini di Samarate e Ferno. «Perché sono antifascista?», lo spunto di Alessandro Ferrazzi. «Perché sono cresciuto in una famiglia che mi ha insegnato i valori del socialismo. Perché ho avuto la possibilità di parlare con molte persone che hanno vissuto durante la seconda guerra mondiale: i miei genitori, i miei nonni e zii, crescendo con i loro racconti». E ancora: «Perché mio padre è stato deportato in Germania e aveva gli stessi anni dei giovani di Ferno e di Samarate», svelando che «i suoi racconti ancora oggi mi tengono vivo il ricordo di cose che seppure non ho visto mi sembra di aver vissuto e che assolutamente non debbono più accadere». Ma non solo, diventa anche un’analisi attuale: «Perché purtroppo da troppo tempo c’è qualcuno che cerca di far passare quegli anni come quasi una normalità, un’epoca lontana e da dimenticare, da perdonare». Oppure «perché chi si vuole appropriare della parola “patria”, forse non conosce nemmeno il concetto che rappresenta se non crede fino in fondo che la nostra sia rinata dopo la seconda guerra mondiale grazie agli, allora Alleati, ma anche grazie alla partecipazione popolare alla resistenza». Di più: «Perché la nostra libertà di azione oggi l’abbiamo solo grazie a chi ci ha portato fuori da quella guerra e da quella dittatura. Perché ancora oggi vediamo il riorganizzarsi di gruppi neofascisti e neonazisti sia in Italia che in altre parti d’Europa con addirittura importanti personaggi che li sostengono. Perché oggi i conflitti in atto in Europa e in Medio Oriente sono così vicini a noi che viviamo ancora in un periodo di Pace che dobbiamo continuare a mantenere e difendere da nuove dittature e nuovi fascismi».

«Mantenere viva la memoria»
Sarah Foti ha ricordato «l’intensa e significativa collaborazione, tra gli altri, dai membri del consiglio comunale dei ragazzi e degli studenti delle classi quinte della scuola primaria Monsignor Bonetta». E ha concluso: «A loro e alle insegnanti, il grazie più grande per il costante lavoro volto a mantenere viva la memoria. Solo così possiamo sperare in un mondo più onesto, più vero, più giusto e pieno di pace».
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