L’addio di Samarate all’ex sindaco Enrico Puricelli. C’è anche il ministro Giorgetti

samarate funerali enrico puricelli

SAMARATE – «Sei una grande perdita, difficile da accettare. Un grande vuoto, difficile da colmare». Samarate c’è, tutta quanta. Dalle parole degli amici di sempre – pronunciate da Valentino Celotto – emerge il messaggio di una comunità intera che ha voluto essere presente oggi, 27 agosto, per dare l’ultimo saluto a Enrico Puricelli. L’ex sindaco nell’ultimo mandato – e protagonista attivo della vita politica locale – è scomparso la notte del 24 agosto scorso, ultimo atto di una vita dedicata alla Lega, al Milan (e la maglia è proprio lì, sulla bara, ad accompagnarlo fino alla fine), alla famiglia, agli amici. E alla sua Samarate. Che ora gli rende omaggio e lo ringrazia.

Un uomo tra la gente

Stracolma la chiesa della Santissima Trinità di piazza Italia. Dentro e fuori. Presenti i familiari: la compagna Barbara e il figlio Nicolò. Oltre ai molti sindaci del territorio – a partire dal samaratese Alessandro Ferrazzi – rigorosamente in fascia tricolore per celebrare la figura istituzionale che per anni ha vestito il Pit. E poi associazioni, realtà locali, cittadini. Tra le persone, spicca anche il ministro Giancarlo Giorgetti e l’europarlamentare Isabella Tovaglieri, oltre al segretario provinciale leghista Andrea Cassani (sindaco di Gallarate) e consigliere regionale Emanuele Monti. A rappresentare Busto Arsizio, il vicesindaco Manuela Maffioli. E non poteva mancare all’addio anche Nicolò Maja, il giovane sopravvissuto alla strage familiare che nel suo percorso di recupero ha stretto un legame speciale con Puricelli.
Ma, soprattutto, c’erano moltissimi amici. Era poi questa l’immagine che la comunità di Samarate – ma non solo – aveva dell’ex primo cittadino: un sorriso a disposizione per tutti, una battuta sempre pronta in segno d’affetto, un saluto che non si nega a nessuno. Insomma, al di là della figura che ha ricoperto in Comune, era un uomo tra la gente. E la gente oggi è qua a ricambiare le attenzioni ricevute nel corso di una vita, salutandolo per l’ultima volta.

Samarate saluta il Pit

Da tempo Puricelli combatteva contro la malattia. Quel male che ha cercato di rovinargli i piani fino all’ultimo momento, provando a impedirgli di scendere in campo per puntare al secondo mandato da sindaco alle Amministrative dello scorso giugno. Ma il richiamo della sua città era troppo forte. Ha raccolto le forze e ha cominciato comunque la sua avventura, con la spilla dell’Alberto da Giussano sul bavero della giacca. La Lega, il suo partito e la sua identità l’hanno accompagnato fino alla fine. Oltre alla passione per il Milan, che gli scorreva nel sangue e che in un modo nell’altro lo portava allo stadio a sostenere i rossoneri ogni volta che poteva. Sono dettagli che la comunità di Samarate non si dimentica. Ricordi che oggi fanno fanno ancora sorridere, ma fanno anche male.

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Si occupava delle persone

«Se facessimo un referendum oggi, cosa troveremmo? Sgomento, delusione, arrabbiatura. L’impotenza di vedere il male progredire e non poter fare nulla ci lascia senza parole. Perché la morte? Che porta via tutto a chi ha progetti e voglia di vivere? Non abbiamo risposte. Potremmo restare arrabbiati, ma non servirebbe a nulla», le parole di don Nicola Ippolito. «Quella di Enrico è stata una vita preziosa. Per i piccoli che sopravvivono, ovvero chi ha bisogno. Era uomo concreto, del fare. Che senza fare troppe domande si occupava della persona. Noi vogliamo contemplare il mistero della morte con l’immagine di una vita spesa fino in fondo, letteralmente fino all’ultimo respiro».

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Gli amici di sempre

A Valentino Celotto, coscritto e amico da tutta la vita, il compito di parlare a nome delle persone che sono cresciute insieme al Pit. Quando le lacrime di dolore gliel’hanno concesso, lo ha ricordato così: «Trovare le parole per salutare un amico è impossibile. Per descrivere il bambino, il ragazzo e poi l’uomo che è cresciuto con noi. Per noi, il ricordo più importante resterà il tuo cuore. Abbiamo avuto il privilegio di diventare grandi con te. Sei una grande perdita, difficile da accettare. Un grande vuoto, difficile da colmare».

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«Ti sentiremo vicino»

A celebrare Puricelli, i dipendenti comunali che giorno dopo giorno sono stati a stretto contatto con lui. «Ti sentiremo vicino», il messaggio. «Sarà sempre qui, il ricordo di te». E ancora: «Abbiamo lavorato nel rispetto reciproco, in armonia e serenità. Hai sempre cercato il confronto, ascoltato i pareri di tutti e i consigli dei tuoi dipendenti». E questo «grazie alla tua sensibilità e umiltà». Per guidare la macchina comunale «non bisogna essere autoritari, ma autorevoli. E nella tua semplicità ci sei riuscito alla perfezione. Quando vorremo mandarti un saluto, cercheremo la stella più luminosa. Che la tua cortesia e apertura agli altri ci siano d’esempio».

«Samarate ti abbraccia»

A chiudere è stato il sindaco Ferrazzi: «Hai amato amato profondente la nostra città. Sei stato un avversario politico leale e sincero. E tutti noi abbiamo perso un amico». Ha ricordato «la tua capacità ad ascoltare e a confrontarti. Grazie per il tuo impegno. Samarate ti abbraccia, amico mio».

Lutto a Samarate. È morto l’ex sindaco Enrico Puricelli

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