«Macchi e Ferrazzi sono i Cip e Ciop della politica samaratese»

samarate elezioni Eliseo Sanfelice

Macchi e Ferrazzi, ovvero i Cip e i Ciop della politica samaratese.

Non so quale sia la colpa del suo passato che Samarate debba espiare per meritarsi un livello istituzionale così basso, qual è quello attuale. Fatto sta che le due guide (si fa per dire; appaiono di più come i due scoiattolini amici di Paperino, che tanto si muovono su e giù sui rami dell’albero, senza combinare mai niente) che determinano gli indirizzi e i destini dell’amministrazione samaratese, e cioè il Sindaco, Ferrazzi e il Presidente del consiglio comunale, Macchi, con il loro dolce far nulla sono proprio il simbolo della pochezza politica e civile attuale.

Samarate sprofonda nel degrado (diffuso ormai in ogni frazione, e più evidente nel capoluogo) e nella spazzatura abbandonata, nella violenza di strada, nella violenza privata (anch’essa specchio di una situazione sociale degradata), nei furti moltiplicati nelle abitazioni private, nelle risse, nelle corse automobilistiche folli ed illegali, nell’abbandono dei centri storici, nella mancata integrazione degli immigrati e delle loro seconde e terze generazioni, e nostri due eroi che fanno? Si sorreggono l’un l’altro (non mancando di darsi qualche coltellata di nascosto), denigrando il sottoscritto e chi denuncia ciò che è ormai sotto gli occhi di tutti.

Magari fossi un profeta di sventura.
Purtroppo, qui non c’è spazio più spazio per la profezia, perché stiamo parlando della realtà presente! Oggi si tratta semplicemente di non chiudere gli occhi, come fanno loro e i loro supporter e i loro beneficiati e miracolati (non è forse vero, caro inerte assessore alla sicurezza dei 5 stelle, Sozzi? “alla sicurezza” è da intendersi come una battuta, naturalmente), davanti a quanto accade ogni giorno nella nostra città.
La vocazione alla politica deve essere un accessorio a una giovanile e principale vocazione alla progettazione. Non accade solo a Samarate, naturalmente, ma da noi sembra proprio una legge a cui ci si deve adeguare: se uno non è geometra o architetto pare proprio che non possa fare l’amministratore pubblico.

Il Sindaco che un tempo accusava Bacheca Civica di non dare evidenza sufficiente alle tante manchevolezze delle precedenti amministrazioni ora vorrebbe che la nostra Bacheca decantasse soltanto le lodi di una giunta per lo più sonnacchiosa e poco propensa (o, più banalmente, incapace?) a mettere mano ai tanti interventi sempre più urgenti, a partire da quelli legati al decoro, alla sicurezza e alla lotta al degrado. Per cui oggi Ferrazzi si lamenta di essere criticato, quando invece dovrebbe rallegrarsi di non esserlo a sufficienza, data la sua ormai conosciuta lentezza nell’assumere qualsiasi scelta o provvedimento!

Il presidente del consiglio comunale che ha beneficiato di una ormai ventennale carriera amministrativa (presidente del consiglio provinciale, consigliere provinciale, assessore comunale, presidente del consiglio comunale) ben remunerata a motivo dei tanti e diversi incarichi che ha ottenuto nella seconda repubblica nelle istituzioni del nostro territorio, oggi è regista delle scelte politiche della giunta.

Di fatto con il suo potere di interdizione (senza i voti della sua lista civico personale la maggioranza arlecchino andrebbe a casa) determina in concreto cosa fare e quali priorità dare rispetto alle scelte e alla attuazione del programma che Ferrazzi e i suoi dovrebbero seguire.

Macchi è alleato, ma ancora di più, avversario di Ferrazzi, forse perché, come dicono alcuni, ne vorrebbe prendere il posto, alla fine del quinquennio, o forse prima. Chissà. Certo è che non si contiene sia sui social sia negli ambiti istituzionali (come invece il suo ruolo richiederebbe) con i suoi commenti sprezzanti rivolti alle opposizioni, al sindaco e ai suoi stessi alleati, conniventi o dormienti. Su questo bisognerebbe chiedere a Broglia. La domanda è se l’atteggiamento di quieta e silente accettazione sia una scelta del PD, partito che dovrebbe (ciao!) essere la guida della maggioranza, oppure una scelta obbligata e subita per salvare incarichi e posti per i prossimi tre anni e mezzo che mancano alle nuove elezioni. Glielo chiedo pubblicamente. Speriamo risponda.

Posso parlare liberamente, l’ho fatto e continuerò a farlo, perché dal mio impegno politico e civile in tutti questi anni non ho guadagnato un euro e dunque nessuno mi può rinfacciare di averlo fatto per un qualche interesse.
Infine, taccio per questa volta dei gruppi e dei partiti di opposizione: rispetto il sonno altrui e non vorrei disturbarli e svegliarli con la mia voce.

Eliseo Sanfelice
(Bacheca civica di Samarate)

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