SAMARATE – Qualcuno è per lo più rassegnato, cosciente che la Variante alla 341 di Samarate è ormai un progetto destinato a diventare realtà. C’è chi la definisce «un’autostrada, di fatto». Chi invece pone una «riflessione, cosciente dei limiti che ha l’amministrazione comunale in questa partita: contenere i danni? No, stiamo uniti e lavoriamo perché non si faccia». Sono solo alcuni degli umori emersi dall’assemblea pubblica di questa mattina – 19 ottobre – per fare il punto sul nuovo piano di Anas che, fra le varie modifiche, prevede il raddoppio della corsie. Fa discutere la questione ambientale, certo. Ma anche i timori legati alla salute delle persone che vivono in città. Con un nodo, su tutti, da sciogliere: ci saranno effettivamente benefici sul traffico in centro? Non tutti ne sono convinti. Anzi.

C’è chi dice no
La riunione pubblica si è concentrata sulle modifiche apportate da Anas, facendo i paragoni con il progetto preliminare del 2008. Spicca chiaramente l’aumento delle corsie da due a quattro. Oltre allo spostamento, leggero, del tracciato e al fatto che sono più gallerie rispetto a quanto annunciato in passato. Un piano che preoccupa, si sa. Dal pubblico qualcuno chiede anche «se esiste la possibilità di fermare tutto». E la risposta prova a darla il pubblico: «Quanto accaduto al bosco di via Curtatone a Gallarate dimostra che le persone, quando sono unite, possono fare passi avanti. Aldilà del risultato. Di fronte a una strada che non serve, dobbiamo aiutarci tutti a difendere un territorio già compromesso». C’è poi chi insiste sul valore del verde («Gli alberi ci danno da vivere, vorrei sapere quanti malati di cancro ci sono per l’inquinamento ambientale») e chi chiede «un cambio di passo: le amministrazioni abbiamo il coraggio di fare scelte diverse per i cittadini, per la salute, per il territorio». Fino alla questione più pratica legata ai costi futuri: «Siamo sicuri che questa autostrada, quando diventerà a pedaggio, non riporti il boccino del problema dove è adesso?».

Le voci del territorio
Tra il pubblico, anche volti noti della politica samaratese. Oltre agli ambientalisti che sono riuniti nei vari comitati del territorio: non solo a Samarate, ma anche da Gallarate o da Casorate Sempione. Così l’ex consigliere comunale Tiziano Zocchi: «Guardando i dati si sfata il mito che questa è la variante che toglierà il traffico dal centro: non sarà così, sarà invece funzionale a Malpensa». E parte l’applauso in sala. «Come si coniuga questo scempio con la legge regionale sulla riduzione del consumo di suolo? Il territorio ha già dato, è giusto che venga ricompensato». Oppure Loris Acco, esponente del Pd: «L’impatto del traffico sarà devastante. Riusciremo a sostenerlo?». C’è poi chi insiste sulla funzionalità degli interventi in galleria. Come Emilio Magni, ex sindaco di Cazzago Brabbia e da sempre attivista convinto: «Sarà a tutti gli effetti un’autostrada, importante che in questo contesto siano presenti più possibili tratti in galleria, mitigando l’impatto ambientale». Più dettagliato l’intervento di Jimmy Pasin, ambientalista ed esperto in infrastrutture, che ha posto l’accento sulla «mancanza di un’analisi sull’intero sistema, che tengo conto di tutto il complesso».

Il progetto
Sono tutte le voci del territorio che si sono unite in un dibattito senza scontri. A illustrare i dettagli del progetto, invece, è stato Franco Trevisan, presidente della Commissione Urbanistica. Che, riassumendo, ha ricordato che il tracciato di Samarate si estenderà per 6,5 chilometri e che ci saranno in totale cinque svincoli. Inoltre sono previsti tre cavalcavia, tre sottopassi e un ponte. Con sei gallerie totali. L’intervento durerà oltre tre anni. Il tutto, per un progetto complessivo che, salvo aggiornamenti, è di 367 milioni di euro.

Rispetto al 2008, si legge nel documento presentato questa mattina, a Samarate è ora previsto «l’inserimento di una serie di gallerie artificiali nel tratto boscato in luogo del lungo tratto in trincea, lo spostamento planimetrico del tracciato più aderente al confine dell’area boscata in modo da interessare aree di minore qualità ambientale e lo spostamento dello svincolo di Samarate Centro rispetto alla SP13 in accordo alla richiesta del Comune di Samarate».

Per il presidente del consiglio comunale Luca Macchi l’incontro ha permesso di fare «chiarimenti e proposte», ha detto. «Alcune delle quali sono nelle nostre corde». Il tratto di strada samaratese fa chiaramente parte di un sistema più ampio, per questo il direttore dei lavori in aula a Samarate ha detto che «lo dovremo gestire». Ha poi chiuso così il sindaco Alessandro Ferrazzi: «Gli interventi e i vari suggerimenti possono creare una nuova coscienza sociale».
Ufficiale: la tangenziale di Samarate sarà a 4 corsie. «Subito l’assemblea pubblica»
