SAN GIORGIO SU LEGNANO – «Un buon equilibrio tra tutela del territorio e sviluppo, tra esigenze dei cittadini e interesse generale, tra presente e futuro»: così il vicesindaco di San Giorgio su Legnano Walter Cecchin ha commentato in qualità di assessore all’urbanistica il nuovo Piano di governo del territorio approvato in via definitiva nel consiglio comunale di mercoledì 28 gennaio. «Uno strumento che non è solo tecnico o normativo, ma profondamente politico – ha detto Cecchin nel suo discorso introduttivo in Aula – perché definisce la visione della nostra comunità per i prossimi cinque anni».
Approvata la Variante generale
San Giorgio (in alto, come appare oggi su Google Maps) vanta il poco lusinghiero primato di comune della Città metropolitana di Milano con la percentuale di suolo consumato più alta, il 62,54%: in pratica, edifici e infrastrutture coprono quasi i due terzi della superficie dell’intero comune. Come osservato da Cecchin «non si tratta di costruire di più, ma di costruire meglio, tutelando il territorio, migliorando la qualità della vita dei cittadini e rendendo il nostro Comune più resiliente alle sfide del futuro. La Variante generale nasce da un lavoro lungo e approfondito, che ha coinvolto la struttura tecnica comunale, l’amministrazione e gli enti sovraordinati. Un lavoro che ha tenuto conto: del cambiamento climatico e della necessità di una maggiore attenzione all’invarianza idraulica e alla gestione delle acque; della tutela del suolo e della riduzione del consumo di territorio; della rigenerazione urbana come alternativa all’espansione; dei bisogni reali della popolazione, dalle funzioni residenziali ai servizi, dallo sport alla mobilità».
Cecchin: «Non costruire di più, ma costruire meglio»
Da qui un Pgt che «guarda allo sviluppo sostenibile, all’equilibrio tra ambiente, città e comunità. Durante il percorso di adozione della Variante generale – ha proseguito l’ex sindaco dal 2012 al 2022 – come previsto dalla normativa sono pervenute osservazioni da cittadini, professionisti, enti e soggetti interessati. Questo è un passaggio fondamentale e qualificante del processo urbanistico, perché consente un confronto trasparente e democratico sulle scelte proposte».
In consiglio comunale sono state illustrate dalla giunta le controdeduzioni alle osservazioni pervenute. «Ogni osservazione è stata valutata nel merito – ha rimarcato Cecchin – distinguendo: quelle accoglibili, perché migliorative o coerenti con gli obiettivi del Piano; quelle parzialmente accoglibili; e quelle non accoglibili, perché non compatibili con l’impianto generale del Pgt, con le norme sovraordinate o con l’interesse pubblico. Un lavoro che dimostra come l’amministrazione non abbia operato in modo ideologico, ma con equilibrio, ascolto e senso di responsabilità, mantenendo però ferma la visione complessiva del Piano».
«Consapevoli di scelte non condivise da tutti»
Per il titolare dell’urbanistica, l’approvazione del Piano di governo del territorio «non è un punto di arrivo, ma un punto di partenza. È lo strumento che ci permetterà di governare le trasformazioni future, di cogliere opportunità di finanziamento, di programmare interventi pubblici e privati con regole chiare e condivise. Ringrazio per tutto il lavoro svolto dall’ufficio tecnico, dall’architetto Fabrizio Ottolini (il professionista incaricato della redazione della Variante al Pgt, nda) ma soprattutto da tutti i consiglieri comunali e assessori che hanno collaborato alla costruzione e valutazione di ogni scelta fatta in questo Pgt. Abbiamo dovuto fare scelte che non da tutti saranno condivise, ma oggi il Pgt non è più un documento statico che per anni può mantenere la stessa configurazione. La riduzione del consumo di suolo è la sfida dei prossimi anni che Regione Lombardia ha individuato come priorità del territorio e chiaramente San Giorgio su Legnano, con la sua esigua possibilità di sviluppo, ne sarà particolarmente penalizzata».
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