Saronno al voto, c’è un sondaggio: avanti il centrodestra. Decisive le civiche

SARONNO – Da giorni nei sotterranei della politica gira un sondaggio che, tra qualche ora potrebbe essere in parte superato, ma che disegna, o per lo meno ci prova, il magmatico quadro della politica saronnese in vista delle elezioni.

Il sondaggio arriva dalla sponda centrodestra, area Gianfranco Librandi. E gli analisti hanno prospettato ampi scenari, mettendo in giostra tanti possibili (e anche impossibili) nomi di candidati sindaco. Abbiamo pescato i più probabili, quelli che i bookmaker (ma non solo) danno ancora in partita. Vediamo l’analisi che esce dal sondaggio sulle coalizioni, sui singoli partiti e poi sui candidati. Con una premessa: molto dipende dalla scelta di Airoldi (corre con una sua lista?), ipotesi che il sondaggio non ha contemplato. Pare però che a breve, con il quadro più stabile, ne arrivi un altro. Ma torniamo alla cronaca.

Le coalizioni

Nel centrodestra: Fratelli d’Italia è dato al 27,2%; la Lega al 9,1%; Forza Italia al 9,5% e L’Italia c’è al 1,6%. Totale di coalizione 47,4%.

Nel centrosinistra: il Partito Democratico al 27,1%; Azione al 2,1% e le Liste civiche a supporto al 8,9. Totale di coalizione 38,1%.

Gli altri. La lista civica Obiettivo Saronno 11%, i Cinque stelle all’1,6%.

La notorietà dei candidati

La notorietà qui la fa da padrone: Augusto Airoldi con il 94%, staccato di cinque punti c’è l’ex sindaco Alessandro Fagioli e sul terzo gradino del podio c’è Marta Gilli con il 52,7%. A un’incollatura Rienzo Azzi (52%). Sotto il 50% troviamo Novella Ciceroni (48,7%), Maria Assunta Miglino (47,3%), con Ilaria Pagani al 42%.

Cambiano però posizioni e valori rispetto alla fiducia. Qui sale al primo posto Rienzo Azzi che ha un 59,6%, tallonato da Miglino (57%), Pagani recupera posizioni (46%) e segue Alessandro Fagioli al 47,6%. E l’ex sindaco Airoldi? È sotto il 40%, con il 39% di fiducia su un campione di persone che lo conoscono.

La scelta del sindaco

Qui la società di sondaggi fa tre ipotesi. La prima: se la candidata del centrodestra fosse Miglino, incasserebbe il 48,8% (a un passo dalla vittoria del primo turno, che viene contemplata al 51% in caso di exploit); Augusto Airoldi sarebbe a dieci punti spaccati di distanza e Novella Ciceroni al 12,3%. La seconda ipotesi: Airoldi e Ciceroni incasserebbero più meno gli stessi voti percentuali, qualora lo sfidante fosse Rienzo Azzi, Anche in questo caso avanti di dieci punti spaccati (48,7%). Il terzo scenario vede in campo Miglino data al 50% tondo tondo, Pagani al 34,9% e Ciceroni al 15,1%. L’ultima ipotesi che abbiamo preso in considerazione, tra quelle probabili, contempla la sfida Azzi-Pagani-Ciceroni. Con il forzista a 49,5%, Pagani al 36,3% e Ciceroni al 14,2%.

I ballottaggi

Il sondaggio promuove al secondo turno le due grandi coalizioni. E qualora a sfidarsi fossero Azzi e Airoldi, il primo viene dato a 55,5% e il secondo a 44,5%. Mentre, qualora la sfidante fosse Miglino (ipotesi meno probabile al momento), sempre con Airoldi, il centrodestra avrebbe la meglio con un 55,4% contro un 44,6%.

I “conti della serva”

In campo non ci sono solo i sondaggisti che fanno della raccolta degli umori elettorali una scienza matematica, ma anche politici che accanto alla matematica usano il fiuto di anni di esperienza. E sono questi a smentire, in parte, i numeri del sondaggio. Sia chiaro: in questa partita, il penalty è nelle mani del centrodestra, ma il risultato, sostengono i politici di lungo corso, non è così scontato.

A tratteggiare, infatti, uno scenario empirico ma non scientifico è un noto esponente del centrodestra saronnese. Che chiede di rimanere nell’ombra. Illustriamo qui sotto il suo prospetto:

«A Saronno abbiamo un corpo elettorale di circa a 30mila elettori. Di questi, però, solo 20mila si recano alle urne. Il centrodestra può contare su un pacchetto di voti che si aggira attorno ai 7.500, ovvero è tra il 35% e il 37%. Lo dicono le precedenti elezioni. Questi voti subiscono una cura dimagrante pari al 20% in caso di ballottaggio e, quindi, la nostra coalizione può contare in caso di secondo turno su 6mila voti. Il centrosinistra, invece, ha un pacchetto di voti intorno ai 6mila elettori, pari al 25-26%. Che vengono confermati quasi in blocco in caso di ballottaggio».

E qui viene l’interessante analisi sul secondo turno. « Se si andrà al ballottaggio, i votanti saranno circa 15mila. Forse meno. Non lo dice la sfera di cristallo ma le ultime tornare elettorali, quando Fagioli vinse con quasi 9 mila voti e Licata ne incassò poco più di 6mila. Mentre nella sfida Airoldi-Fagioli i numeri si ribaltarono, ovvero: Airoldi con 9 mila voti e Fagioli 6.500 voti circa. Questo per dire che a decidere il prossimo turno molto probabilmente sarà il ballottaggio. E decisivi saranno i civici, in particolare Obiettivo Saronno. Per noi del centrodestra, se lo scenario è quello sopra, ci occorre un candidato che sappia fare squadra al primo turno e la differenza al secondo».

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