SARONNO – Sono iniziate questa mattina, lunedì 22 giugno, a Saronno le operazioni di demolizione della vecchia scuola primaria Rodari di via Toti, nel quartiere Prealpi, con alcuni giorni di anticipo rispetto alle previsioni. Il primo intervento ha riguardato la rimozione della tettoia dello storico ingresso, segnando simbolicamente l’avvio dell’ultima fase del progetto di riqualificazione dell’area scolastica.
Via alla demolizione
Dopo le attività preliminari avviate a inizio giugno, tra cui lo smontaggio delle coperture e lo svuotamento degli spazi interni, sono entrate in azione le ruspe per l’abbattimento progressivo dell’edificio che per decenni ha ospitato generazioni di studenti. Le operazioni proseguiranno nelle prossime settimane e da metà luglio prenderà il via il recupero e lo stoccaggio dei materiali derivanti dalla demolizione.
Il cronoprogramma
Parallelamente continua, secondo il cronoprogramma, la costruzione della nuova scuola Rodari nell’area adiacente, destinata a offrire alla città una struttura moderna, efficiente dal punto di vista energetico e adeguata alle esigenze della didattica contemporanea. All’avvio dei lavori erano presenti la sindaca Ilaria Pagani, l’assessore Maria Cornelia Proserpio, il consigliere comunale delegato allo sport Matteo Sabatti, rappresentanti del consiglio d’istituto e alcune insegnanti.
La polemica della Lega
«La nuova scuola Rodari avrebbe potuto essere aperta da anni. Invece, per una scelta dettata più dall’ideologia che dal buon senso amministrativo, si è preferito buttare via il lavoro già svolto dalla precedente amministrazione, perdendo tempo prezioso e privando il quartiere di un servizio atteso da famiglie e studenti». È questa la posizione della Lega di Saronno sulla vicenda della nuova scuola Rodari. Il progetto era stato avviato dall’amministrazione guidata da Alessandro Fagioli, che aveva ottenuto un finanziamento ministeriale di 4 milioni di euro e predisposto le risorse comunali necessarie per avviare l’intervento.
«Invece di proseguire un percorso già tracciato – sottolinea Veronesi – le amministrazioni di centrosinistra hanno preferito mettere tutto in discussione. Si sono sprecati mesi, se non anni, nel tentativo di demolire politicamente quanto fatto dalla giunta precedente. Si arrivò perfino a parlare di una fantomatica “scuola di cartone”, con accuse e polemiche che avevano un chiaro carattere ideologico e che nulla avevano a che vedere con la qualità del progetto». Secondo il Carroccio, la scelta di modificare il percorso originario ha portato alla perdita del finanziamento già ottenuto, rendendo necessario ricominciare da capo e cercare nuove risorse.
«Il risultato è sotto gli occhi di tutti. Se si fosse semplicemente proseguito sulla strada già avviata, oggi gli alunni frequenterebbero da tempo una struttura moderna e all’avanguardia. Invece il quartiere ha dovuto attendere anni aggiuntivi, con costi aumentati e la necessità di reperire nuovi finanziamenti. A pagare il prezzo di questa ostinazione politica sono stati soprattutto i cittadini e le famiglie». La Lega ribadisce comunque di considerare la realizzazione della nuova Rodari un’opera fondamentale per la città e auspica che, al di là delle appartenenze politiche, si possa finalmente arrivare al completamento del progetto. «La differenza tra buona amministrazione e propaganda – conclude la Lega – sta nei risultati. Noi avevamo lasciato un progetto finanziato e pronto a partire. Altri hanno preferito cancellarlo per ragioni ideologiche. Se ciò non fosse accaduto, oggi la scuola Rodari sarebbe già una realtà al servizio del quartiere e dei suoi bambini».
