SARONNO – La chiesa prepositurale San Pietro e Paolo di Saronno ha iniziato a riempirsi molto prima delle 15.30 di oggi, lunedì 27 luglio. Oggi per la città, e non solo, è il giorno più lungo. Quel dell’ultimo saluto a Alessio Colletti, che a soli 15 anni ha perso la vita folgorato al Luna Park di Spotorno in quella che avrebbe dovuto essere una serata d’estate con gli amici.
Tutta Saronno per Alessio
La chiesa ha iniziato a traboccare. E del resto, nel fine settimana, al Rosario sono stati presenti in centinaia. Oggi per Alessio e la sua famiglia c’è tutta Saronno. Ci sono gli amici, c’è la sindaca Ilaria pagani, i compagni di scuola e di calcio dell’Amor Sportiva e non solo. Tutta la città ha voluto aderire alla raccolta fondi per sostenere la famiglia di Alessio, in pochi giorni sono stati raccolti oltre 18mila euro. Elena Gioia, la mamma del ragazzo, ha già ringraziato tutti. Del suo Alessio ha detto «Era un ragazzo intelligente, solare, sempre con il sorriso, che dicono aver preso da me. Amava far ridere gli altri, fare scherzi, stare con gli amici. Aveva davanti un futuro strappatogli troppo presto». La procura di Savona ha iscritto tre persone nel registro degli indagati con l’accusa di omicidio colposo. Le indagini andranno avanti. Ma oggi è il giorno più doloroso, quello in cui davanti al feretro si fatica a trattenere lacrime, rabbia e domande.
Sei ovunque noi siamo
“Colle, non sei più dove eri. Ma sei ovunque noi siamo“. Lo striscione appoggiato sui gradini del sagrato ha accolto l’arrivo del feretro di Alessio.i compagni dell’amore invece lo hanno salutato cosi: “Ciao Colle, amico, fratello, capitano per sempre“.
Era una bomba

«Anche chi non l’ha conosciuto adesso sa qualcosa di più di Alessio. Semplice, simpatico, autoironico. Ho chiesto ad un’amica descrivi Ale in una parola. Lei ha risposto: era una bomba. Alessio è una al quale si vuole bene solo per il semplice fatto che c’è. Tutti abbiamo sentito un moto di affetto per la sua famiglia. Il suo essere un ragazzo comune lo rende vicino a tutti i 15enni ed è per questo che la sua morte ci coinvolge. Io mi rivolgo a voi: la vita è davvero preziosa. In ogni istante. Se guardiamo alla ricchezza che ci ha saputo dare la vita di Ale è stata davvero grande». Così don Riccardo Bottan, responsabile pastorale giovani e oratori durante l’omelia.
La sua vita è stata un capolavoro
«Da oggi, nelle mani di Dio con le anime dei giusti, c’è anche Ale. Oggi vorremmo che la fede ci tolga la tristezza, la rabbia, ma forse non è ancora il momento, ma ci aiuta a vivere quello che la vita ci mette davanti. E la sua vita è stata un capolavoro, preziosa in ogni suo giorno», ha concluso don Riccardo.

Per sempre il nostro capitano

Al termine della funzione, prima dell’uscita del feretro, sono stati gli amici di Alessio, in tantissimi, a volergli dedicare un pensiero. «Sarai per sempre il nostro capitano, il nostro punto di riferimento». Le immagini che raccontano le parole dei compagni di squadra e dei compagni di scuola, degli amici di sempre, sono quelle delle versioni di latino passate al liceo, delle corse a perdifiato in campo, dei ricordi, vivissimi perché vicini alla vita così come ogni 15enne dovrebbe essere. «Non potremmo più vederti in campo da calcio o a scuola ma ti terremo vivo in ogni ricordo, in ogni gol. Sarai sempre con noi e con la tua mamma Elena. Sarai sempre il nostro campione». Ma raccontano anche della rabbia per l’accaduto: «E’ un ingiustizia» e dell’incredulità. Quella di Lorenzo, ad esempio, l’amico che era a Spotorno con Alessio che ha affidato le sue parole a una lettera: «Sarai sempre al mio fianco e non mio cuore. Ho tanto altro da dire, ma sono sconvolto. Lo confiderò a tua madre».
Sei la nostra stella più luminosa
Quasi alla fine è il dolore della zia di Alessio a dilagare. «Ti abbiamo amato ancora prima che tu nascessi. Tu sei la nostra luce, la stella più luminosa capace di illuminare i luoghi più bui. Aiutaci ad affrontare questo dolore».
La musica di irama
Dopo la benedizione sul sagrato il feretro di Alessio è stato accolto dalle note di Ovunque sarai di Irama, da un lungo applauso e dal lancio di palloncini bianchi.
