SARONNO – «È un dramma umano su cui il giudice ha reputato necessario riflettere ed approfondire». L’avvocato Angelo Murdolo, difensore di Elena Pagani, interpreta così la decisione del Gup del Tribunale di Busto Arsizio Gianmarco Cantalini di riservarsi sulla decisione di ammettere o meno la donna al rito abbreviato. Pagani è accusata, arrestata in flagranza con successiva confessione, dell’omicidio di Romolo Baldo, 86 anni, accoltellato nella sua abitazione in via Pio XI a Saronno nella tarda mattinata dello scorso 9 giugno. Baldo era il padre del compagno della donna, tutti e tre erano conviventi in quella casa. L’udienza, discussa nel pomeriggio di oggi, giovedì 8 gennaio, è stata quindi aggiornata a settimana prossima.
La crisi psicotica
La donna «Il 9 giugno ha avuto una crisi psicotica sfociata nella paranoia – spiega il legale – Ha percepito il suocero come un pericolo, il suo è stato un raptus, tanto da avere ancora oggi un black out sull’accaduto. All’epoca del fatto erano evidenti diversi lividi sull’avambraccio della mia assistita causati verosimilmente dalla vittima che l’ha afferrata con forza. Lividi che potrebbe indicare un’avance da parte di Baldo, così come un suo tentativo di difesa. In questo secondo caso verrebbe meno una delle due aggravanti contestate».
La perizia psichiatrica
«C’è infine la perizia psichiatrica richiesta dalla stessa Procura di Busto in cui emerge che la signora Pagani ha agito in uno stato di parziale capacità di intendere e di volere (c. d. vizio parziale di mente), perizia che sottolineo, è stata eseguita sulla donna diversi giorni dopo il fatto, quando la mia assistita era già stata compensata con i farmaci», prosegue l’avvocato Murdolo che aggiunge: «Per tutte queste ragioni io credo che caso umano della signora Pagani debba essere valutato con estrema attenzione e il giudice oggi, così come il magistrato che ha seguito la vicenda, il dottor Roberto Bonfanti, ha dimostrato particolare scrupolosità e sensibilità nel valutare tutti questi elementi».
