Sicurezza, moschea e la «sciagura» asilo di Sesto. Colombo scatenato: è caos in aula

sesto bilancio colombo scatenato
Marco Colombo inginocchiato verso la giunta

SESTO CALENDE – Si alza e passeggia per l’aula, si siede tra il pubblico e in sottofondo commenta il dibattito insieme ai presenti che lo sostengono. Con chi è seduto dall’altra parte della sala, invece, litiga. Quindi applaude con ironia, di tanto in tanto fa una smorfia di dissenso e poi fa il verso alla maggioranza. Fino a quando decide di inginocchiarsi con le mani giunte in preghiera (nella foto sopra), tra lo sfottò e il polemico nei confronti di un progetto moschea (uno dei tanti motivi di bagarre) che ha sempre contrastato. Marco Colombo, oggi consigliere d’opposizione a Sesto Calende, è scatenato. La discussione del bilancio di previsione 2025-2027 di ieri sera – 21 gennaio – ha sguinzagliato il leghista, che se l’è presa con tutti gli assessori e con i rispettivi programmi per il prossimo anno.
Dal fronte della maggioranza, il costante richiamo all’ordine poco è servito a placare il «comizio» dell’ex sindaco: «Grave mancanza di rispetto».

Maratona bilancio

Una maratona di oltre quattro ore per approvare il bilancio di previsione, il primo documento che presenta obiettivi e strategie dell’amministrazione comunale guidata da Betta Giordani. Gli assessori hanno illustrato a turno una linea molto dettagliata per ogni settore. A gestire un tema così complesso è stato il vicesindaco e assessore alla partita Giorgio Circosta. Che fra i vari interventi ha mostrato le principali uscite correnti previste divise per categorie, rapportandole con l’anno passato:

Sulla carta, anche le operazioni che puntano a cambiare volto alla città, con una serie di opere pubbliche da realizzare. Eccole:

Colombo si scatena

Opere e progetti che hanno acceso il consigliere Colombo, che dai banchi dell’opposizione non ha risparmiato nessuno. A partire dai numeri del bilancio, mettendo in mostra «un refuso» che è diventato motivo di scontro: «Vi prendete la responsabilità di votarlo, perché i documenti devono essere perfetti. Io mi dissocio». Oppure sulla possibilità di realizzare «una zona rossa» in tema di sicurezza: «Sesto ne ha bisogno? Gravissimo. Sta succedendo in soli sei mesi, perché non avete voluto licenziare l’assessore incapace». Poi se l’è presa con la comunicazione, con le questioni legate all’ambiente e con l’iniziativa del maggiordomo di quartiere («Servirebbe uno sceriffo di quartiere»). Quindi ha rispolverato il tema della moschea, sull’ipotesi di alienazione del terreno: «È la condanna di una città che sarà islamizzata».

sesto bilancio colombo scatenatoIl guaio asilo

Infine l’ultimo episodio, legato al guaio delle spese – e dei rischi sul rispetto delle tempistiche – per il progetto dell’asilo nido. Il vicesindaco Circosta l’ha definita una «sciagura» che «avrà pesanti conseguenze sul bilancio, obbligando a rinviare opere del 2025 e rallentando lo sviluppo di Sesto». Di più, ha detto: «Ci troviamo a pagare il prezzo di un’amministrazione passata che nei fatti ha tradito la fiducia della città».
L’intervento di Colombo non è mancato: «Abbiamo lasciato 480mila di contributo Gse che la giunta Buzzi poteva impegnare. Non l’ha fatto, sapendo che c’erano attività da finire nei cantieri Pnrr. Li potevate mettere per l’asilo». Ha aggiunto il leghista Edoardo Favaron: «Ci sono dei passaggi da chiarire. All’inizio avevamo detto al ministero che questi soldi non sarebbero bastati. Ma ci siamo mossi. Poi abbiamo smesso di amministrare, da lì in poi qualcun altro doveva fare qualcosa».

La maggioranza contrattacca

La maggioranza, oltre a snocciolare i propri obiettivi e le cifre previste, ha dovuto far fronte alle critiche. A suon di riposte: «Non si trovino scuse sulla grossa svista dell’asilo», ha detto Circosta. E rivolto a Colombo ha aggiunto: «Un comportamento che rappresenta una grave mancanza di rispetto nei confronti delle istituzioni e del consiglio». Sulla stessa linea, Leonardo Balzarini: «Ciò che fa lei (sempre rivolto a Colombo, ndr) non è politica: diffonde menzogne. La politica è confrontarsi sui servizi ai cittadini». Così Michele Ponti: «Sembrava un bambino che urla, che corre avanti e indietro mettendo in disordine il salotto. Mentre noi siamo qui a lavorare». Francesca Gualtieri, in tema di sicurezza, ha ribadito che «non serve fare allarmismo, facendo pensare che si sottovaluti il problema. Nulla è più dannoso per una comunità». A chiudere, la capogruppo Floriana Tollini: «Non prendiamo lezioni da chi continua a interrompere il consiglio comunale e cita persone assenti».

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