SESTO CALENDE – «Quando si interviene su servizi che incidono direttamente sulla vita quotidiana delle persone è indispensabile garantire chiarezza nelle comunicazioni, correttezza nei tempi e piena trasparenza nei confronti della cittadinanza. Soprattutto quando le decisioni adottate comportano aumenti significativi dei costi a carico dei cittadini». Così Fratelli d’Italia chiede chiarimenti a Sesto Calende, a seguito del polverone che si è sollevato in merito agli aumenti degli abbonamenti annuali dei parcheggi per residenti e commercianti. Per questo motivo, il gruppo rappresentato in consiglio comunale da Mario Boatto e Marco Limbiati ha presentato un’interrogazione da discutere al primo consiglio comunale utile.
Cosa è successo e i dubbi
Il riferimento dei parcheggi va all’incremento del 66,7% con effetto retroattivo e l’intimazione a pagare entro 5 giorni pena la revoca del Pass. A seguito delle lamentele l’amministrazione comunale è intervenuta scaricando le colpe su Abaco (la società che gestisce il servizio), correggendo il tiro e scusandosi con la cittadinanza. «Questa rettifica – si legge nell’interrogazione di FdI – ha inevitabilmente alimentato ulteriore confusione tra i cittadini e ha dato l’impressione di una gestione della comunicazione poco chiara e poco coordinata». E aggiungono: «La richiesta iniziale di integrazione pari a 60 euro coincide esattamente con l’aumento dell’abbonamento annuale deciso dall’amministrazione comunale, che è passato da 90 a 150 euro, con un incremento pari al 66%. E la successiva indicazione di importi inferiori — riferita verosimilmente al periodo residuo di validità degli abbonamenti già in essere — appare quindi come una correzione tecnica successiva che tuttavia non modifica la sostanza del provvedimento adottato, ovvero l’aumento dell’abbonamento annuale». Da qui, «il dubbio che la comunicazione successiva possa aver contribuito a rendere meno immediatamente percepibile l’effettiva portata dell’aumento deliberato dall’amministrazione».
L’interrogazione
Per questi motivi, «appare opportuno chiarire in modo puntuale le modalità con cui è stata gestita questa vicenda e le responsabilità dei diversi soggetti coinvolti», dicono. Con una serie di interrogativi, eccoli.
se il contenuto della comunicazione inizialmente inviata da ABACO ai cittadini fosse stato preventivamente concordato o autorizzato dall’Amministrazione comunale, oppure se si sia trattato di un’iniziativa autonoma del concessionario;
se l’Amministrazione comunale fosse a conoscenza, prima dell’invio, delle modalità e dei contenuti della comunicazione predisposta dal concessionario;
quanti cittadini abbiano ricevuto la comunicazione originaria e quindi quanti abbonati siano stati interessati dalla richiesta di integrazione con scadenza a cinque giorni;
quanti cittadini abbiano eventualmente provveduto al pagamento dell’importo indicato nella prima comunicazione e con quali modalità verrà gestita l’eventuale restituzione o compensazione delle somme versate;
se l’Amministrazione comunale abbia formalmente richiesto al concessionario ABACO l’invio della comunicazione di rettifica, con quali tempistiche e con quali indicazioni operative;
per quali ragioni la rettifica sia stata diffusa principalmente attraverso il canale WhatsApp dell’Amministrazione, senza una contestuale pubblicazione sul sito istituzionale del Comune e sugli altri canali ufficiali dell’ente, strumenti che avrebbero garantito una diffusione più ampia e trasparente dell’informazione;
per quale motivo l’Amministrazione comunale non abbia ritenuto opportuno informare preventivamente i cittadini, con una comunicazione istituzionale del Comune, in merito all’aumento dell’abbonamento annuale deciso dalla Giunta Comunale;
se non si ritenga che, trattandosi di un aumento significativo — pari al 66% — che incide direttamente sulla vita quotidiana dei residenti, sarebbe stato più corretto e rispettoso anticipare tale decisione con una comunicazione ufficiale rivolta ai cittadini, spiegando in modo chiaro le motivazioni della scelta adottata.
Caro parcheggi a Sesto Calende, il Comune fa marcia indietro. E si scusa
