Sesto Calende, Mattarella premia il coraggio della professoressa Cristina Cozzi

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Cristina Cozzi

SESTO CALENDE – Ci sono persone che diventano esempi per gli altri. Rappresentano la forza di rialzarsi quando il mondo fa lo sgambetto. E poi la capacità di continuare il proprio cammino, a testa alta. Sesto Calende un nome del genere ce l’ha: Cristina Cozzi. Docente di italiano, volontaria da sempre, mamma e simbolo di coraggio di fronte alle difficoltà della malattia. Per questi motivi il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, l’ha premiata con l’onorificenza di Cavaliere al Merito della Repubblica Italiana. Le verrà consegnata domani – 16 settembre – dal prefetto di Varese, Salvatore Pasquariello.

Chi è Cozzi

Cittadina del rione Mulini e insegnante alle Ungaretti di Sesto, Cozzi è da sempre una presenza attiva. Come volontaria dell’Unitalsi e del gruppo giovanile “L’antibradipo” durante gli anni universitari. È stata anche tra i fondatori – e poi segretaria – dell’associazione “Cittadini del mondo“, svolgendo attività di docente di italiano per stranieri. Dopo la laurea in Lettere ha iniziato la sua carriera nelle scuole di Taino, Somma Lombardo, Arsago Seprio e, appunto, Sesto. Senza interrompere mai il suo impegno nelle attività extra-scolastiche. Ma, anzi, promuovendo la collaborazione tra l’associazione e il mondo della scuola, fino a diventare un punto di riferimento per molti studenti stranieri e non solo.

Le difficoltà e l’impegno

L’adozione del figlio Maxim e la contemporanea diagnosi di un sarcoma ha costretto Cozzi a lasciare l’impegno di volontaria, per indirizzare la sua attenzione sulla propria salute. Ma anche su quella di Maxim, a cui era stata diagnosticata una disabilità cognitiva associata a un disturbo dello spettro autistico. Le diverse recidive del tumore non hanno interrotto l’impegno di Cristina nel mondo della scuola. Al punto da chiedere che il suo ultimo intervento venisse fissato durante le vacanze natalizie, per poter seguire le classi fino all’ultimo momento. L’ultima recidiva durante la pandemia l’ha poi costretta a pesanti cicli di chemioterapia, obbligandola a lasciare l’insegnamento attivo. Ma senza rinunciare ai suoi studenti: si è infatti formata a distanza al Policlinico di Milano per la traduzione di testi scolastici in Comunicazione aumentativa alternativa, per la produzione di materiale scolastico per Maxim. Materiale che voluto venisse messo a disposizione di tutti gli studenti del suo istituto: un patrimonio di 130 testi. Lo stesso gesto compiuto anche nel campo dell’adozione, diventando referente d’istituto per gli studenti adottati e prendendo parte attiva alla vita dell’associazione “Famiglie per l’accoglienza“.

Le persone vicine a Cozzi

«Una persona vera, che fonda la sua esistenza sui valori della solidarietà, del rispetto, dell’accoglienza, della tolleranza, della sacralità della vita, del coraggio», la descrive così Emanuela Melone, dirigente scolastico Ic di Sesto. Aggiunge Luca Sommacal, presidente di Famiglie per l’Accoglienza: «Possiede così tanto bene che non ha bisogno di misurare o contingentare nulla. Apre la chiusa della diga e lascia che l’acqua fuoriesca, tanto l’acqua nella diga non finisce mai». E ancora, Giovanni Chinosi, presidente Cittadini del Mondo: «Ha mantenuto i contatti con i suoi ex-alunni, ormai sparsi per il mondo grazie anche agli strumenti culturali di cui li aveva arricchiti. E con i quali aveva un rapporto profondo di attenzione e condivisione». Dice Elisabetta Rossi, già dirigente scolastico Ic di Sesto: «Ha un’attenzione per ciascuno dei suoi alunni, soprattutto gli adolescenti più difficili, che incontrano in lei una docente che sempre crede in loro e cerca con loro una strada; sanno che possono fidarsi della sua parola e della sua relazione con loro». Conclude l’ex studentessa Andreea Raluca Persideanu: «È una persona che stimo e per la quale ho un grandissimo rispetto sia come insegnante, sia come mamma perché spesso e volentieri mi è capitato di vederla in compagnia di suo figlio e quella magia che trasmette è indescrivibile, anche come donna, perché per me lei è stata sempre un esempio da seguire».

Il coraggio

Cozzi ha vissuto – e continua a vivere – la sua vita con coraggio. Ne ha accettato le sfide e ha deciso di affrontarle, lo ha fatto senza rinunciare al suo impegno verso gli altri, di volta in volta rimodulandolo e riorientandolo. Ma sempre facendone la sua prima ragione, interpretando il suo ruolo di insegnante, di volontaria, di madre come un mezzo per «rimuovere gli ostacoli che, limitando di fatto la libertà e l’eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana», cone recita la Costituzione Italiana.

I premiati

Oltre a Cozzi, anche altri cittadini in provincia di Varese sono stati premiati con le onorificenze dell’ordine “Al merito della Repubblica Italiana”. Sono 14, in tutto. Come Grande Ufficiale, i nomi sono: Daniela Capitanucci (Varese) e Sergio Colombo (Busto Arsizio). Poi, i Cavalieri: Massimo Agosti (Galliate Lombardo), Piergiorgio Busnelli (Dumenza), Antonio Di Lullo (Sesto Calende), Michele Lastella (Gavirate), Paola Passaro (Varese), Giuseppe Pastori (Busto Arsizio), Claudio Ricciardi (Malnate), Alessandro Rienzi (Cardano al Campo), Gian Paolo Schembri (Saronno), Patrizio Valente (Varese), Giovanni Zarola (Cuasso al Monte).

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