Sesto, vietato lanciare il riso ai matrimoni in Comune. E sposarsi costa il doppio

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SESTO CALENDE – Niente riso, coriandoli o confetti. In generale, nulla che possa essere lanciato per celebrare gli sposi che si sono appena detti di Sì in Comune a Sesto Calende. Lo dice chiaramente il nuovo disciplinare per la celebrazione dei matrimoni civili, approvato dalla giunta del sindaco Betta Giordani. Allegato al documento, poi, c’è anche il piano tariffario aggiornato: raddoppiano i prezzi per i residenti che desiderano unirsi civilmente. E vengono registrati aumenti anche per i non residenti.

Niente riso

Come altri Comuni in Italia (Vicenza è il più recente, o Bologna negli anni passati), anche Sesto Calende ha inserito nel proprio disciplinare – in vigore dal primo gennaio del 2026 – alcune nuove restrizioni, di cui non si faceva cenno nel documento precedente. Testualmente: «È fatto divieto il lancio di riso, coriandoli, confetti ed altro materiale all’interno della sala utilizzata per la cerimonia e nel cortile comunale», recita l’atto, nella sezione dedicata all’allestimento della sala. Precisando: «Qualora venga trasgredita tale disposizione, sarà addebitata al soggetto richiedente la somma a titolo di contributo per le spese di pulizia aggiuntive». Fra le altre indicazioni, si legge anche che «non sono consentiti buffet, banchetti o ricevimenti».

Aumentano le tariffe

Allegata, poi, c’è la tabella delle tariffe per la celebrazione dei matrimoni civili. Si registra un aumento delle voci che erano inserite anche nel precedente atto. E per i residenti a Sesto Calende, i prezzi sono letteralmente raddoppiati. Guarda la tabella:

I prezzi per i non residenti sono meno d’impatto, ma le voci che erano presenti anche nel vecchio disciplinare vedono comunque degli incrementi. Eccoli:

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