Seduta segreta a Sesto Calende, si divide il centrodestra. La maggioranza spiega

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SESTO CALENDE – La decisione di discutere in seduta segreta la mozione di sfiducia nei confronti di Francesca Gualtieri – l’assessore finita al centro del dibattito pubblico a Sesto Calende dopo l’arresto per droga del figlio – divide la politica. A partire da Fratelli d’Italia. Da una parte il gruppo consiliare che, fin dall’inizio, insiste per fare chiarezza su una vicenda tanto delicata. Dall’altra, la segreteria del partito che in una nota definisce ormai «necessaria» una tale «forma di tutela prevista dal regolamento consiliare nei casi di fatto strettamente personale».
Nel frattempo, la sezione sestese di Forza Italia è tornata alla carica contro l’amministrazione comunale. Ma dagli azzurri della Provincia di Varese è arrivata una nota in cui si «prendono le distanze dagli attacchi personali» rivolti all’assessore.
E anche la maggioranza di Sesto Futura ha affidato ai social una comunicazione per spiegarne le motivazioni: «La seduta segreta non limita la libertà dei consiglieri».

FdI e la seduta segreta

Il gruppo consiliare – composto da Marco Limbiati e Mario Boatto –  fin dall’inizio ha incalzato la maggioranza per fare luce sulla questione. Ora dai consiglieri arriva la conferma che hanno appreso e condiviso la nota diffusa dalla segreteria del partito. Ma, allo stesso tempo, ribadiscono che restano contrari alla seduta segreta prevista per venerdì.
Nel comunicato, la segreteria premette che «lo svolgimento di una seduta consiliare a porte chiuse sia, in linea generale, una modalità da evitare, poiché stride con i principi di trasparenza che devono caratterizzare l’azione amministrativa». Quindi, «il partito prende le distanze da questa decisione della giunta». Tuttavia, viene poi precisato, «il livello di esposizione degli attori coinvolti (politici e non) ha raggiunto una soglia tale da rendere necessaria, in via assolutamente eccezionale, questa forma di tutela prevista dal regolamento consiliare nei casi di fatto strettamente personale». Prosegue: «Restano il rammarico e la perplessità di dover constatare come si sia giunti a una situazione che forzi l’amministrazione a ricorrere a strumenti straordinari, certamente legittimi, ma che non contribuiscono a restituire l’immagine di Sesto Calende che tutti vorremmo e che merita». Da qui, l’affondo: «Questa situazione si sarebbe potuta tranquillamente evitare con le dimissioni immediate dell’assessore. Per garantire la serenità e la credibilità delle istituzioni cittadine, Fratelli d’Italia chiede le dimissioni immediate e irrevocabili di Francesca Gualtieri».

La maggioranza spiega

La maggioranza, intanto, spiega: «Il testo della nuova (la terza) mozione contro l’assessore ai Servizi Sociali, Francesca Gualtieri, ha come motivazioni unicamente degli apprezzamenti sulle capacità morali della persona dell’assessore». Le argomentazioni portate «non fanno alcun riferimento ad atti amministrativi o azioni dell’assessore, che possano essere oggetto di una critica e una verifica oggettiva». Al contrario, scrivono, «la mozione contiene esclusivamente “valutazioni” soggettive dei proponenti, che non si basano sull’operato dell’assessore, ma su vicende delle quali non ha alcuna responsabilità». Ne consegue «che, nel rispetto del regolamento e della legge che tutela la privacy questo argomento deve essere obbligatoriamente trattato in seduta segreta». E il regolamento del consiglio «prevede espressamente la seduta segreta al fine di tutelare i diritti alla la riservatezza e la dignità delle persone». Una modalità che «non limita la libertà dei consiglieri, anzi consente ai proponenti di esprimere i propri giudizi con franchezza e lealtà e di ascoltare con rispetto le valutazioni degli altri». Concludono: «Il consiglio comunale è la più importante istituzione della città, non è una cattedra di morale, tanto meno il teatro per inscenare processi mediatici. Il presidente del consiglio comunale, applicando con rigore il regolamento preserva la dignità di questa istituzione che deve essere di esempio a tutti, soprattutto ai giovanissimi del consiglio comunale dei ragazzi che inizia proprio da qui il suo cammino».

Forza Italia di Sesto alla carica…

La sezione sestese di Forza Italia è tornata alla carica contro alla maggioranza. «Con il loro ultimo post hanno ammesso di aver già deciso il verdetto ancora prima di entrare in aula, trasformando il consiglio in una recita già scritta dove i cittadini sono gli unici grandi esclusi», scrivono. «Dicono che la nostra mozione sia priva di contenuti perché toccherebbe argomenti personali, ma questo è l’ennesimo disperato tentativo di ingannare i cittadini. La capacità di un assessore ai Servizi Sociali di rappresentare le istituzioni davanti a famiglie fragili, minori e situazioni di disagio non è un fatto privato, ma un requisito pubblico essenziale. L’oggetto del dibattito è l’idoneità politica e istituzionale a ricoprire un ruolo pubblico, non la sfera privata di alcuno». E ancora: «Nessun ruolo istituzionale è intoccabile e nessuna posizione può essere sottratta al giudizio politico. Il fatto che l’assessore sia la moglie di un ex personaggio politico molto influente non può diventare una licenza per agire nell’ombra o per godere di protezioni speciali che a un cittadino comune non sarebbero mai concesse». Concludono: «La trasparenza non è un interruttore che la maggioranza può usare a piacimento per coprire le proprie debolezze. Noi saremo in aula per onorare il nostro mandato, convinti che la gestione della nostra città debba avvenire sempre alla luce del sole».

…Ma FI di Villa Recalcati prende le distanze

Diversa la posizione di Forza Italia della Provincia di Varese. Che in una nota del capogruppo Matteo Marchesi – insieme alla segretaria provinciale del Pd, Alice Bernardoni – difende Gualtieri. Entrambi, si legge, sentono «il dovere di esprimere la loro ferma presa di distanza rispetto agli attacchi personali rivolti all’assessore di Sesto Calende e lo fanno in modo congiunto per rimarcare il concetto che le persone, la dignità, il riconoscimento dell’altro devono venire prima di tutto, al di là dei colori politici e dell’appartenenza». Ecco la nota integrale:

Matteo Marchesi, in qualità di capogruppo di Forza Italia in provincia di Varese a cui si aggiunge Alice Bernardoni, Segretaria del PD della Provincia di Varese, sentono il dovere di esprimere la loro ferma presa di distanza rispetto agli attacchi personali rivolti all’Assessore Gualtieri di Sesto Calende e lo fanno in modo congiunto per rimarcare il concetto che le persone, la dignità, il riconoscimento dell’altro devono venire prima di tutto, al di là dei colori politici e dell’appartenenza.

La politica deve rimanere un ambito di sana contrapposizione di idee, un luogo dove il confronto si sviluppa attorno a proposte concrete per il bene della comunità. Tuttavia, la politica non è solo una questione di opinioni divergenti, ma è anche un terreno dove il rispetto e l’umanità devono sempre prevalere. L’umanità in politica non è solo una questione etica, ma un elemento che fonda la qualità stessa della nostra democrazia.

Come ha scritto *Romano Guardini, *“La politica è al servizio della dignità umana.” Questo concetto racchiude un principio fondamentale: ogni atto politico, ogni parola pronunciata, ogni gesto compiuto in ambito pubblico deve sempre rispettare la dignità e la vita delle persone. La politica, infatti, è il luogo dove le idee si confrontano, ma è anche il campo dove le persone, con le loro storie, le loro difficoltà e le loro speranze, devono essere trattate con il massimo rispetto.

Gli attacchi personali, che vanno a colpire la vita privata di un individuo per fini politici, non sono solo immorali, ma danneggiano la fiducia dei cittadini nelle istituzioni. Non possiamo dimenticare che dietro ogni carica, dietro ogni posizione pubblica, ci sono esseri umani con diritti e dignità da tutelare. Non è corretto invadere la sfera privata di una persona solo per fare politica, e ancor meno accettabile è utilizzare le difficoltà personali per alimentare il confronto politico.

Per questi motivi, riteniamo giusto che la discussione del punto riguardante la sfiducia dell’Assessore ai Servizi Sociali che si terrà venerdì sera si svolga in seduta segreta così come previsto dal regolamento comunale al fine di garantire un ambiente rispettoso, che consenta a ciascuno di esprimere il proprio punto di vista senza compromettere la serenità e la privacy di chi è coinvolto. La politica deve rimanere un luogo di dialogo civile, dove le idee possano essere messe a confronto, ma dove, allo stesso tempo, la persona e la sua dignità restino al centro di ogni discussione.

Speriamo che in futuro il dibattito su Sesto torni a concentrarsi sui contenuti, sulle proposte e sul rispetto reciproco, lasciando da parte qualsiasi tipo di attacco personale. Solo così possiamo riscoprire la vera essenza della politica, quella che pone al centro il bene comune e il rispetto per ogni individuo.

Sesto, seduta segreta per la sfiducia a Gualtieri. FI e Lega: «Sinistra asserragliata»

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