CASTELLANZA – SìAmo Castellanza rompe gli indugi e schiera Paolo Pagani come candidato sindaco per le elezioni amministrative del 25 e 26 maggio a Castellanza. Con l’ex direttore generale di Amga ci sono non solo i volti noti e storici – ma non i simboli – di Forza Italia e Lega (Paolo Colombo e Raffaella Radaelli per gli azzurri, Angelo Soragni e Ferruccio Ferro per il Carroccio. C’è anche Matteo Mazzucco, volto giovane della Lega castellanzese), ma anche il commissario di Forza Italia Matteo Sommaruga e il consigliere provinciale Chicco Vettori. «Inutile nascondersi dietro a un dito – rivela Sommaruga – a larga maggioranza l’assemblea dei soci ha decretato il suo appoggio a Paolo Pagani».
La lista civica

«Siamo una lista civica collocata nel centrodestra» così Paolo Pagani presenta SìAmo Castellanza, gruppo civico nato mesi fa. «La caratterizzazione civica ci lascia molto liberi da certe liturgie – aggiunge – alcuni partiti hanno fatto una chiara scelta in un’altra direzione, auguriamo loro buona fortuna, ma noi puntiamo a dare soluzioni ai problemi reali dopo aver identificato le priorità da perseguire per Castellanza». C’è un «progetto» dietro a SìAmo Castellanza, dice Pagani: «Non viviamo di politica ma siamo persone al servizio della politica e della città». Lo slogan è “La competenza si dimostra con il fare”, e «la conoscenza del territorio» è un punto di forza sventolato non a caso. «Noi siamo di Castellanza e abbiamo sempre vissuto a Castellanza» chiarisce Pagani, pensando evidentemente al rivale di centrodestra Luciano Lista. Ma più che di centrodestra, in SìAmo c’è «molto centro e poca destra – rivendica Pagani – la nostra logica chi ha condiviso un progetto è qui». Sono «persone che hanno deciso di non seguire un percorso nei partiti e hanno sposato un progetto nel solco della tradizione amministrativa di Castellanza portando elementi di innovazione». Il programma? «Superare l’immobilismo e far sì che Castellanza torni ad essere attrattiva. È praticamente l’unico Comune della zona che negli ultimi vent’anni ha perso residenti».
I partiti: ci sono e non ci sono

E i partiti? A Varese chiudono su Lista candidato sindaco, ma al fianco di Pagani ci sono il commissario di Forza Italia Matteo Sommaruga ma anche l’ex segretario Paolo Colombo, rimpiazzato proprio in seguito alla nascita del gruppo SìAmo Castellanza, ci sono i consiglieri uscenti Raffaella Radaelli (FI) e Angelo Soragni (Lega), candidato quattro anni fa contro Mirella Cerini, e c’è l’ex vicesindaco Ferruccio Ferro. «Una volta i partiti anticipavano la società, oggi è il contrario – sottolinea Sommaruga, ex leghista vicino a Marco Reguzzoni – si sta profilando una corsa civica, dobbiamo ascoltare i cittadini e gli elettori. Questo gruppo in poco tempo è riuscito a creare un certo consenso tra la gente. Vedo una città ferma, dobbiamo scuoterla». «In città delle dimensioni di Castellanza contano le persone – sentenzia Ferro – la simbologia dei partiti lascia il tempo che trova». E Soragni è netto: «Rimaniamo leghisti ma pensiamo che il miglior candidato sia Paolo Pagani». Il quale contesta il metodo di scelta politica dei partiti: Il Cencelli applicato alle pubbliche amministrazioni ha già fatto molti danni. Per noi c’è Castellanza, è adesso che dobbiamo lavorare e provare a incidere, al di là della sintesi ad Arcisate, Saronno o altrove. Non è terra di conquista, ma terra da vivere». Concetto che aveva già espresso Cristina Borroni, la vicesindaco reggente in corsa con “Partecipiamo”.
Chi è

«Seguo la politica castellanzese da sempre, fin dai movimenti giovanili dei partiti – si presenta Pagani – ora svolgo un’attività professionale che è a stretto contatto con le realtà amministrative, il che mi garantisce una conoscenza della realtà e delle problematiche dei Comuni». Fino a 12 anni fa è stato direttore generale della partecipata Amga Legnano Spa, «una situazione – ammette – che ha generato una serie di guai, e un’uscita particolarmente traumatica con un rapporto chiuso in modo molto negativo, un fatto su cui ciascuno farà le sue considerazioni. Ma da lì sono ripartito facendo un’altra attività di consulente di utilities pubbliche che ha avuto e sta avendo successo». Pagani fa riferimento ad una vicenda giudiziaria (finita alla ribalta sulle bacheche social) che risale ai tempi del suo ruolo in Amga, ma non nasconde di essere rimasto «invischiato» nell’indagine Piazzapulita di Legnano, con un «processo che è, o dovrebbe, essere in corso per la vicenda di Fratus, Cozzi e Lazzarini che si è conclusa con una piena assoluzione. Io e altri siamo ancora coinvolti per gli stessi reati per cui Fratus e gli altri sono stati processati e giudicati innocenti, ed essendo gli stessi reati fatico ad immaginare un esito diverso». Motivo per cui Pagani ha deciso di candidarsi «comunque, perché non ha senso smettere di fare ciò in cui si crede perché qualcuno può usare qualcosa contro di te per parlarne male. I leoni da tastiera facciano quel che vogliono, ma io sulla base di quello che sono e dell’esperienza che ho fatto che era occasione impegnarni più a fondo per la mia città e chiedo alla gente di ascoltare il programma che abbiamo da proporre». Perché, chiosa il candidato, «per noi è importante la città e fare qualcosa di buono per Castellanza, non andare dietro a gossip o tentativi di screditare».
SìAmo Castellanza scopre le carte: Paolo Pagani in corsa come candidato sindaco
