Sicurezza, Farioli sulla lite Sabba-FdI: «Che confusione, il sindaco faccia chiarezza»

BUSTO ARSIZIO – Sicurezza, «basta polemiche e confusione». L’appello è dell’ex sindaco Gigi Farioli (nella foto sopra), esponente di Forza Italia e di quella parte della minoranza che potrebbe presto diventare maggioranza. Mentre l’assessore alla sicurezza Matteo Sabba va avanti a testa bassa sul progetto dei “volontari di scorta” alla stazione Nord – ieri, 28 aprile, c’è stato l’incontro con l’ex poliziotto Massimo Germino che rivela sui social la speranza di «far partire l’iniziativa a metà maggio» – è Farioli a chiedere un “time out”: «Si faccia chiarezza. Lo esigono i cittadini, sconcertati come me».

L’appello

«La ricreazione è finita» sentenzia “il Gigi”. Ma è più un auspicio, dopo che nella maggioranza di centrodestra sono volati gli stracci tra l’assessore “antonelliano” Sabba e il gruppo di Fratelli d’Italia sull’iniziativa dei volontari che dovrebbero “scortare” le donne alla sera all’uscita dalla stazione Nord, dove si è verificato l’ultimo episodio choc che ha riportato l’emergenza sicurezza al centro del dibattito pubblico in città. Una querelle che per Farioli «sta prendendo una assai brutta piega» e che lo preoccupa: «Il tema è complesso e necessita di un approccio serio, evitando interventi a spot» sostiene l’ex sindaco, ricordando come proprio il suo successore, il primo cittadino Emanuele Antonelli  «ben avesse sintetizzato in aula», nella seduta del scorso, «invitando tutti a evitare chiacchiere in libertà, lasciando priorità alle forze dell’ordine e al prefetto». Perché «è assai pericoloso quanto si è innescato con una pubblica polemica» che ha acceso sul tema «una totale confusione». Di qui la “bacchettata” all’assessore Sabba: «Chi ricopre un ruolo soprattutto istituzionale o amministrativo, prima del diritto ha il dovere di agire rispettando la responsabilità conferita». E l’appello, rivolto al sindaco e all’amministrazione, a «fare chiarezza» esprimendo la «posizione ufficiale» dell’amministrazione rispetto alle dichiarazioni e controdichiarazioni dei giorni scorsi.

La nota di Gigi Farioli

Basta parole, polemiche e confusione!!!! La ricreazione è finita. Prendo carta e penna, sì sono inguaribilmente vintage, sinceramente perplesso ma più ancora preoccupato, in merito a una assai brutta piega che negli ultimi giorni sta prendendo la “incomprensibile” (?) querelle a mezzo stampa con scambio di dichiarazioni, comunicati, invettive, scontri social sulle iniziative assunte e/o da assumere in Città a seguito degli episodi (per la verità tra loro molto diversi e di diversa origine e differente contesto) per garantire ai nostri concittadini sicurezza e liberarli dalla “paura” sempre più avvertita da donne e uomini, giovani e anziani, fragili e non. Il tema, si sa, e i confronti più seri a commissioni riunite lo hanno quasi unanimemente sottolineato, è complesso, delicato e dalle mille sfaccettature e necessita certamente di un approccio serio, su molti versanti, evitando interventi a spot, prevalentemente indotti dall’istinto e senza il coordinamento di figure competenti, esperte ed istituzionalmente preposte. Mi sono finora prudentemente attenuto al più rigoroso silenzio evitando di entrare nel merito delle querelle perché, oltre ad essere in attesa di convocazione in merito ad una interrogazione da me presentata prima delle feste e dell’ultimo consiglio, ero convinto che ben avesse sintetizzato a più riprese il sindaco in aula invitando tutti a evitare chiacchiere in libertà, lasciando priorità alle forze dell’ ordine e al prefetto anche all’evidente fine di non indurre pericolosi effetti di simulazione. È certamente positivo che l’Amministrazione abbia accolto la spontanea reazione di famiglie ed enti del Terzo Settore con l’iniziativa “Non sono indifferente!”. Ma se è certamente commendevole la reazione, in buona fede, di cittadine e cittadine a mettersi a disposizione delle istituzioni e degli enti competenti, a cui giustamente spetta l’esclusività del garantire l’ordine pubblico, è assai pericoloso quanto si è innescato con una pubblica polemica, in cui, pur essendo intervenuti legittimamente in molti, si è accesa sul tema, sui ruoli e sui compiti una tale confusione dall’ aver generato in molti (per fortuna ad altrettanti o più è passato inosservato stante fatti di ben maggior impatto accaduti in quei giorni, oltre ai “ponti” ai quali per fortuna molti nostri concittadini hanno partecipato) una totale confusione. Nel giro di 72 ore o poco più abbiamo avuto 1) generosa proposta di cittadino ex polizia penitenziaria ad accompagnare pendolari; 2) positivo riscontro dell’assessore alla sicurezza; 3) uscita sui social di altro “generoso” volontario già di recente intervenuto a seguito lite in città, malauguratamente e scioccamente “mascherato”; 4) chiaro e fermo comunicato del gruppo di Fratelli di Italia che, prendendo a riferimento il rifiuto di ogni iniziativa che, anche al di là della buona fede dei proponenti, rischia di superare il principio del monopolio dello Stato e delle istituzioni in tema di giustizia e ordine pubblico; 5) la “ironica” risposta dell’assessore alla sicurezza che conferma l’intenzione di procedere negli incontri previsti ed “irride” Fratelli d’Italia assimilandolo al Pd; 6) immediata e piccata replica di Fratelli d’Italia che conferma principi enunciati nel comunicato e ritenendo inaccettabile l’irriguardoso attacco al gruppo e al partito di maggioranza relativa che è tra l’altro quello del sindaco ,a lui si rivolgono per urgente incontro che chiarisca rapporti , ruoli , rispetto e scelte politiche e amministrative (nel frattempo qualcuno parla di chat in fibrillazione, ma non facendo noi parte della chat tralasciamo limitandoci a quanto riportato dalla stampa); 7) annuncio di proficuo e positivo incontro dell’assessore alla sicurezza (quello fino a prova contraria messo in mora da FdI) che insieme col proponente annuncia l’iniziativa. Credo, come ho più volte ripetuto, che il tema della sicurezza sia troppo serio per non essere affrontato da tutti con senso di consapevole unità non solo di intenti, ma anche evitando conflitti, polemiche e confusione. Se ai cittadini è possibile, riconoscendo buona fede, non valutare a 360 gradi ciò che determinano parole o atti, chi ricopre un ruolo soprattutto istituzionale o amministrativo, prima del diritto ha il dovere di agire rispettando la responsabilità conferita. Mi appello augurandomi che nel frattempo incomprensioni, polemiche, distinguo siano già risolti, invocando però chiarezza da parte del Sindaco o da chi intenderà delegare per comunicare quale sia lo stato dell’arte e quale la posizione ufficiale dell’Amministrazione di Busto a nome almeno dell’intera giunta e maggioranza. Augurandomi nel frattempo che la fantomatica chat abbia già fatto chiarezza. Sarebbe servita davvero a qualcosa. Ma credo che ora chiarezza esigano anche i cittadini e le cittadine che si rivolgono a noi con fiducia e sono sconcertati come me. O forse di più. Confermando sin d’ora massima disponibilità ad approfondire ogni utile collaborazione. Senza pregiudizi di sorta.

Gigi Farioli, consigliere

Sicurezza, caso politico a Busto. Rabbia Rogora (FdI): «Sabba deve rispettarci»

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