di Gian Franco Bottini
Una premessa è doverosa. Chi scrive è un appassionato di tennis, con tante ore passate a vangare la terra rossa e con altrettante attaccato al televisore per cercare di cogliere i segreti di chi sa veramente giocare. Figuriamo quindi se non possiamo essere fra i plaudenti ammiratori di Sinner e delle sue prodezze sportive, oltre che delle sue qualità umane o perlomeno di quelle che a noi appaiono attraverso i media.
Il buon Jannik ha recentemente vinto un torneo Slam (uno dei 4 più importanti tornei al mondo). Si è aggiunto, doveroso non dimenticarlo, agli altri 4 italiani (Pietrangeli, Panatta, Schiavone e Pennetta) che prima di lui compirono l’impresa, anche se bisogna ammettere che il risultato odierno è un po’ particolare, perché la verde età del protagonista è la promessa di un futuro di successi da leccarsi le dita. Giovane, carino, dalla faccia pulita, educato, maturo che a volte stupisce; insomma un bellissimo esemplare di sportivo da esportazione “made in Italy”, fatto apposta per la gioia dei politici di tutte le razze e lignaggi. Il “ragazzo della porta accanto” che molti sognerebbero come figlio (o nipote), anche perché in un mondo di “mammoni” lui, giovanissimo, si mantiene, alla grande, già da solo! (scusate l’ironia!).
Ma ora, dopo aver doverosamente partecipato alla “beatificazione laica” che da qualche giorno è in corso, altrettanto doverosamente ci pare corretto ricordare che ad ogni cosa bisognerebbe dare il giusto peso e valore, se non si vuole ottenere l’effetto boomerang nascente dal fastidio creato dall’esagerazione. I politici, i media e il mondo del gossip si sono avventati sul fenomeno Sinner facendo montare una “sinnermania “ che nulla ha a che fare con lo sport e che, come è spesso già avvenuto, rischia di nuocere proprio al giovane campione.

Per comprendere quanto stiamo dicendo. restando nel recente campo sportivo, ci basti ricordare le dirompenti “beatificazioni”di Berettini e Jacobs e le loro poco brillanti vicende sportive post-celebrazione. Nel caso specifico però, pare che il ragazzo la sappia “più lunga” di altri e l’aver rifiutato la comparsata di Sanremo e avendo dato segnali di idiosincrasia per il mondo gossiparo dei social, appaiono dei buoni indici di lucidità e maturità. Un buon esempio per una gioventù che pare spesso nutrirsi di apparenza e di fatuità.
Ancora una volta pare che noi italiani, appena si presenta l’occasione, si vada alla ricerca di “supereroi” da osannare, veloci nell’esaltarli e altrettanto veloci nel distruggerli. Succede nello sport ma spesso anche nella politica dove molti ci hanno provato senza riuscirci e per trovare un supereroe minimamente credibile, e che abbia resistito al tempo, dobbiamo risalire al buon Peppino Garibaldi che, malgrado le controverse opinioni, alla fin fine una piazza, una targa o un monumento è riuscito ad averli in ogni città.
In tempi recenti a diventar supereroe ci ha provato Mussolini con i risultati che conosciamo; ci ha provato Berlusconi, forse riuscendoci per un po’ ; ci hanno provato Renzi e Salvini, finendo presto col sedere per terra. Potremmo dedurre che a noi italiani i supereroi ci piacciono tanto, purché siano “a scadenza”; quando questi dimostrano di credersi tali noi ci cominciamo a stufare.
Con Sinner però ci pare esistano buone prospettive di continuità, viste le sue caratteristiche umane e il suo carattere “montagnino”, che speriamo non si guasti crescendo, prendendoci gusto nel “mettere lo smoking”. Il ragazzo ci ha veramente stupito quando ha riferito di aver fatto alla madre una telefonata volutamente molto breve per non disturbarla mentre partecipava ad un festeggiamento dedicato alla sua vittoria; quasi che lui, il protagonista, non volesse essere troppo invadente.
Speriamo che presto, già da domani, il processo di “beatificazione” si concluda e già da domani lui possa ritornare ad essere semplicemente un bravo giocatore che insegue la vetta della classifica, vincendo spesso ma potendosi permettere anche di perdere, per le regole dello sport, senza che si scatenino su di lui distruttivi processi mediatici. Malgrado qualcuno ironizzi sull’italianità del suo cognome, noi crediamo che alcune caratteristiche del suo sangue tirolese gli saranno molto utili per restare sui giusti binari, che lo porteranno presto, senza fermate intermedie, alle mete che ci sta facendo sognare .
