Sinti, Pgt, Amsc: la calda estate della giunta di Gallarate in mezzo ai problemi

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GALLARATE – Se volessimo usare una frase fatta, per l’amministrazione civica gallaratese questa è “una lunga estate calda”. Caratterizzata da una serie di temi irrisolti, che si riproporranno fin da subito alla ripresa settembrina. Una serie di problemi, alcuni di normale approccio, altri di peso politico e amministrativo, che daranno sostanza al lavoro dell’esecutivo di Andrea Cassani.  Sempre che arrivino a una soluzione, così come dovrebbe essere nelle cose,  nelle previsioni, nelle aspettative degli elettori.
La giunta e i partiti di centrodestra che la sostengono hanno di fronte un periodo di intenso lavoro, a patto che non si lascino trascinare nelle beghe della politica, quelle che di solito mettono in secondo piano le questioni vere per privilegiare i rapporti di forza e le necessità, diciamo così, di convivenza. A Gallarate, salvo i ritorni in sede locale di quanto succede a Roma, non sono alle viste sconvolgimenti. Benché nessuno possa mettere la mano sul fuoco, Cassani e le sue truppe dovrebbero marciare compatti, quanto meno in apparenza. Cosa buona e giusta rispetto alla soluzione dei problemi, dicevamo. E allora, lasciando per ora sullo sfondo la politica politicante, proviamo ad accennare ad alcuni di questi argomenti che, appunto, “infiammano l’estate”, perlomeno nei pensieri degli amministratori e non solo.

problemi giunta gallarateSINTI – E’ la grana più impellente e d’impatto sull’opinione pubblica. Lo sgombero del campo di Cedrate, dove dominano abusivismo e illegalità, è per il momento sospeso: si attende la revisione da parte del Governo gialloverde del decreto Minniti, che dispone alloggi alternativi per i nomadi “sfrattati” dai loro accampamenti. Il punto è che il Comune ha accertato, attraverso specifici provvedimenti, gli abusi edilizi. Ed è chiamato ad intervenire con specifiche sanzioni a fronte del rischio di omissioni d’atti d’ufficio. Al di là delle inoppugnabili ragioni che supportano l’azione del Comune, resta aperto l’aspetto l’enorme sociale della vicenda.

PGT – Si lavora per realizzare l’ennesima  variante in una manciata di decenni della programmazione urbanistica di Gallarate. Tutte le giunte di questi anni hanno prodotto la loro, vanificando il lavoro di che le aveva precedute. Documento fondamentale, il Piano di governo del territorio. Ma da sempre fonte di polemiche e di clamorose inconcludenze. Una su tutte: le aree attorno alla superstrada 336,  vera spina nel fianco per Palazzo Borghi. I contenziosi avviati dai proprietari dei terreni, prima edificabili poi impediti alle costruzioni, non mollano l’osso. Qualunque indirizzo di riordino e sviluppo urbanistico della città non può prescindere da qui.

problemi giunta gallarateEX MUNICIPALIZZATA – Il futuro di Amsc, o di quel che rimane delle gloriosa azienda di servizi gallaratese, è nelle mani dell’azionista di maggioranza: il Comune. Il dissesto finanziario della multiservizi non è ancora risolto. E  le strategie industriali dei suoi vertici non paiono sufficienti per dare una svolta all’ente. Oramai si ragiona per la sua chiusura. Per la politica, soprattutto quella del recente passato, sarebbe una clamorosa sconfitta rispetto alle capacità (incapacità) gestionali. Da sottolineare che l’attuale giunta non sembra focalizzata a dovere sulle questioni di Amsc.

EX CASERMONE DELL’AERONAUTICA – Tanti annunci nessun sbocco concreto. Almeno sinora. Edifici e area dell’ex caserma rappresentano uno snodo urbanistico strategico. Le amministrazioni civiche alternatesi in questi anni hanno tentato a più riprese di entrarne in possesso, almeno in parte. Con il Demanio le trattative sono aperte, ma Roma chiede molte palanche per disfarsi della sua proprietà. E le casse pubbliche degli enti locali, Gallarate compresa, sono vuote. Si andrà per le lunghe, c’è da scommetterci. A meno che la colleganza partitica del sindaco con il nuovo governo non faccia il miracolo.

PALAZZO MINOLETTI – E’ una ferita nel cuore della città. La giunta di centrosinistra prese l’problemi giunta gallarateinsensata decisione di cancellare progetto e finanziamenti già in essere per riconvertire l’edificio nella nuova biblioteca: sosteneva  che non fosse funzionale. La verità è che, Pd e compagnia cantante, non vollero dare corso al progetto dei predecessori. Risultato: palazzo Minoletti, opera importante dell’archittettura cosiddetta razionalista del ventennio, è in decadimento. Complimenti al centrosinistra; restiamo in attesa di capire come agirà concretamente il centrodestra per salvare il salvabile.

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