Slums Dunk in campo all’Ite Tosi di Busto: Tommy Marino e Javan con 300 studenti

BUSTO ARSIZIO – Slums Dunk atterra all’Ite Tosi di viale Stelvio ed è una mattinata da ricordare per 300 ragazzi. In campo, anche letteralmente, l’ex stella del basket Tommaso Marino insieme al giovane Javan Opiyo, talento strappato ad una baraccopoli del Kenya grazie al progetto dell’associazione che Marino ha fondato insieme all’amico Bruno Cerella, altro ex campione dei canestri. Oggi, a 22 anni, studia Economia e commercio all’università di Torino ed è uno dei testimonial di Slums Dunk.

La mattinata all’Ite

Una mattinata emozionante, quella vissuta all’Ite, divisa in due momenti: prima tutti in aula magna ad ascoltare le voci di Tommy Marino, per scoprire cosa fa Slums Dunk e di Javan, che ha raccontato la sua storia, poi sul playground esterno dell’Ite per giocare a basket – e tifare – con i due ospiti come capitani delle squadre con la maglia del team d’istituto dei Wolves e con le cheerleader ad intrattenere. «Un’iniziativa – spiega la prof. Valeria Bastia – voluta e promossa da Alessandra Gabriele e Sabrina Confalonieri, due mamme che fanno parte del comitato genitori del Tosi ma anche dell’associazione Slums Dunk». E che non finisce con la mattinata di ieri: Alessandra e Sabrina hanno infatti lanciato un appello ai ragazzi della scuola per raccogliere scarpe usate, pulite, in buono stato e allacciate, da donare ai ragazzi degli “slums” del Kenya che l’associazione aiuta con i suoi progetti.

La testimonianza

«Il campetto da basket era vicino alla mia scuola – racconta Javan – passavo il tempo lì dal lunedì alla domenica perché era il luogo migliore dove si potesse stare». Grazie alla borsa di studio offerta da Slums Dunk, a 15 anni Javan è arrivato in Italia per studiare, giocare a basket e ricostruire la sua vita. I 300 studenti del “Tosi”, come spiega la preside Amanda Ferrario, «hanno potuto condividere i valori dello sport, dell’inclusione sociale, della cittadinanza attiva ascoltando la storia di chi è riuscito a salvarsi dalla fame e dal degrado e di chi, invece, con il suo tempo e le sue passioni contribuisce affinché ciò avvenga per molti. Perché lo sport unisce, crea legami duraturi, insegna le regole e il rispetto e soprattutto parla la stessa lingua in ogni angolo del mondo».

L’impegno dell’associazione

Slums Dunk OdV, nata dal sogno di Tommaso Marino e del suo migliore amico Bruno Cerella, è una mission umanitaria per portare i valori dello sport laddove ce n’è più bisogno, e cioè nelle aree disagiate del Kenya e dell’Argentina. E Javan, che arriva dal Kenya, è uno splendido esempio dei risultati ottenuti dall’associazione: è arrivato in Italia grazie a una borsa di studio di Slums Dunk e ha trovato un’occasione di riscatto proprio attraverso il basket. «Vogliamo dare opportunità attraverso lo sport, che è la nostra passione, ai ragazzi che vivono nel disagio, per studiare o imparare un mestiere» rivela Tommaso Marino.

A Legnano l’addio al basket di Marino e Cerella. Festa nel nome di Slums Dunk

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