Sollecitudine ecocardiografica

busto gallarate ospedale

Chi ha avuto l’avventura (sventura) di avere a che fare con il sistema sanitario lombardo conosce bene quale sia la situazione: a diverse, indiscutibili eccellenze, corrispondono molteplici fragilità più che altro organizzative. Alle quali, è bene dirlo, cercano di sopperire gli operatori sanitari come possono, quando possono, dove possono. Perché ai piani alti dirigenziali, tecnici e politici, non sempre chi li occupa è nelle condizioni di porvi rimedio. Anzi, non pare proprio che lo sia.

Vecchia storia, stucchevole storia che va a parare nei noti disagi per gli utenti. I guai sorgono soprattutto con le liste d’attesa per visite e esami ambulatoriali e strumentali, dove accade di tutto. Pleonastico soffermarsi su questo “tutto”: lo si conosce. Però qualcuno dovrebbe spiegare come mai a un paziente dell’Asst Valle Olona, che gestisce gli ospedali di Busto Arsizio, Gallarate e Saronno, succede che la prenotazione per una ecocardiografia sotto sforzo diventi una sorta di percorso ad ostacoli. Magicamente risolto in poche ore dopo che il diretto interessato ha reso pubblico, lamentandosi sulla stampa, ciò che ha vissuto tra Cup, reparti di cardiologia, telefonate, mail, errori di prescrizione, scaricabarile e rinvii sine die del suo problema.

Già, chi è colui che ha rimosso l’incaglio procedurale? La vicenda, piccola ma significativa di una condizione generale, l’abbiamo raccontata noi di Malpensa24. L’Asst, attraverso l’ufficio stampa, stavolta in modo tempestivo, è intervenuta per spegnere qualunque, possibile fraintendimento, che però non c’è stato, tanto è chiaro l’accaduto. Sottolineando appunto la solerzia nel dare l’appuntamento al paziente in questione, supponiamo dedicandogli una corsia preferenziale. Per questo signore, se non avesse interessato i giornalisti, chi e quando avrebbe preso in carico il suo problema? Temiamo che la domanda rimarrà senza risposta o, meglio, la risposta viene di conseguenza: nessuno se ne sarebbe preoccupato con simile sollecitudine.

L’episodio riguarda i nosocomi di Busto e Gallarate, destinati all’accorpamento nell’ospedale unico in fase di progettazione. Anche per questa condizione subiscono maggiori disfunzionalità e inefficienze rispetto ad altri presidi sanitari regionali. E’ però un episodio che testimonia lo stato di pessima salute della nostra sanità pubblica, che la Regione magnifica ad ogni piè sospinto, ma senza che vi corrisponda una reale resa organizzativa. A meno che, presi in castagna, coloro che comandano cerchino di porre rimedio almeno ai singoli problemi. Per quelli collettivi il discorso è ben diverso e complicato. Né il governatore Attilio Fontana, né l’assessore Guido Bertolaso, né i direttori generali seppure ben disposti (o supposto che lo siano) hanno la ricetta giusta. A Busto come a Milano. Salvo interventi dall’alto, quanto sporadici e risolutivi e, a un tempo, irritanti. E non dobbiamo spiegare perché.

Ospedale di Gallarate, una settimana per (non) prenotare un ecocardiogramma

busto gallarate ospedale – MALPENSA24
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