VARESE – Pochi giorni di gelo e niente neve, a Varese il terzo inverno più caldo dall’inizio delle misurazioni. Lo dice il Centro Geofisico Prealpino, che osserva in tempo reale gli effetti del riscaldamento globale sul territorio: in città quest’anno sono caduti appena 3 centimetri di neve.
I dati
A Varese, l’inverno che sta finendo è stato il terzo più caldo dagli anni ’60 ad oggi. Lo dicono i dati raccolti dal Centro Geofisico Prealpino, che posizionano l’inverno 2025 dopo il 2024 e il 2007, alla pari con il 2020. La temperatura media, infatti, è stata di 6 °C. Le giornate “di gelo” – in cui sono state raggiunte cioè minime pari o inferiori a 0°C – sono state solamente 19, contro le oltre 70 che si registravano negli anni ’80. In città è poi mancata la neve: si parla di soli 3 centimetri di neve il 3 febbraio e spessori non misurabili il 21 e 24 novembre. Leggermente migliore la situazione nelle aree naturali del Campo dei Fiori, dove si sono registrati 88 centimetri di neve complessivi, che posizionano questo inverno al settimo posto tra quelli meno nevosi. La media storica dei cm di neve fresca annuale, per il Campo dei Fiori, era di ben 403 cm nel ventennio 1968-1987.
Il commento
«Conoscere questi numeri è fondamentale per rendersi conto di quanto tutto stia cambiando in fretta. La crisi climatica nella regione alpina e prealpina procede infatti due volte più velocemente che nel resto del Pianeta – spiega il meteorologo Paolo Valisa, del Centro Geofisico Prealpino – tanto che negli ultimi 50 anni le temperature, nell’area prealpina, sono aumentate di 2 gradi e mezzo. Durante l’inverno, si notano soprattutto la scomparsa delle nevi a basse quote e le temperature più alte, mentre il ritiro dei ghiacciai modifica il regime idrologico».
Le centraline
Per migliorare la rete delle centraline meteo, necessaria a studiare i mutamenti in atto, il Centro Geofisico Prealpino sta prendendo parte al progetto Bosco Clima, insieme a Comunità Montana (nel ruolo di ente capofila), il Parco regionale Campo dei Fiori, l’Università degli Studi dell’Insubria, le associazioni Lipu e Cast. L’iniziativa, che si chiuderà nel 2027, è sostenuta da Fondazione Cariplo grazie al programma F2C – Fondazione Cariplo per il clima, tramite la Call for Ideas “Strategia Clima”. «Grazie al progetto, finora abbiamo rinnovato tre centraline già esistenti e installato tre nuove centraline a Cassano Valcuvia, Brezzo di Bedero e monte San Martino – spiega Valisa – in più, ne installeremo altre cinque o sei prima della fine del progetto. La ricerca scientifica è un tassello fondamentale della lotta al cambiamento climatico mentre la tutela delle aree boschive e l’attenzione a consumi ed emissioni, anche a livello locale, possono contribuire a mitigare gli effetti a cascata del rialzo delle temperature».
Arrivederci inverno: a Varese è stato il terzo più caldo dal 1967. 6 gradi di media
