Stefano Bellaria, undici anni da sindaco: «Ne è valsa la pena». Il saluto a Somma

SOMMA LOMBARDO – Nel 2015, Stefano Bellaria era appena diventato sindaco di Somma Lombardo. A pochi mesi dal suo insediamento, i bimbi delle scuole arrivarono a Palazzo Viani Visconti, una gita – come spesso accade – per conoscere l’ambiente comunale e le istituzioni. La maestra chiese: «Cosa volete fare da grandi?». Rispose Marco, terza elementare: «Voglio fare il sindaco». Bellaria è proprio a quell’episodio – breve ma carico di energia – che si è riagganciato ieri, 23 aprile, in occasione dell’ultimo consiglio comunale dopo due mandati in fascia tricolore: «A distanza di undici anni, posso dire che Marco aveva ragione: ne vale veramente la pena. Grazie Somma, grazie sommesi». Applauso.

Bellaria sindaco in aula: l’ultima volta

L’ultima parola al sindaco. Due mandati, diverse sfide affrontate: personali e per la sua città. Bellaria ha salutato la Sala del Camino, chiudendo il suo percorso alla guida della città (ma non quello politico) con l’ultima seduta dell’assemblea civica prima del voto di fine maggio. «È stata un’avventura emozionante, meravigliosa, intensa». Ha parlato delle «tantissime» persone incontrate, uno dei vantaggi che porta il ruolo ricoperto. «E permette di approfondire la conoscenza della propria città». Questo rappresenta «una ricchezza inestimabile». Guarda il video:

Il saluto di Apolloni

A salutare è stata anche Alessandra Apolloni, il presidente del consiglio comunale che, per un momento, ha fatto parte dei papabili candidati a sindaco del centrosinistra – in quota Partito Democratico – per raccogliere l’eredità di Bellaria. Per motivi personali ha deciso di non essere in lista alle prossime Amministrative, quindi ha colto l’occasione per salutare Somma e ringraziare per il lavoro svolto. «Ho messo impegno, ho studiato, ho osservato la città con lo sguardo di chi è chiamato ad amministrare. Non è facile essere consiglieri, bisogna essere costruttivi e propositivi». Ed è necessario «saper ascoltare e farsi ascoltare». Da direttrice dei lavori in aula, invece, «ho cercato di rappresentare tutti: perché al di là delle differenze ideologiche, siamo tutti accomunati dall’amore per la città e dal desiderio di servirla». I dettagli nel video:

La maggioranza si congeda

Un momento, quello dei saluti, che ha coinvolto tutta l’aula. E a turno ogni consigliere, rappresentante di un gruppo politico, ha voluto salutare e rendere omaggio al lavoro svolto. Ognuno secondo il proprio punto di vista. A partire da chi fa parte della maggioranza, come Claudio Brovelli (Sinistra per Somma), anche riassumendo il lavoro svolto e presentato attraverso il bilancio consuntivo: «Gli obiettivi raggiunti in questi anni sono importanti. E nonostante i momenti difficili, sembra che il risultato sia più che positivo». E poi il supporto del Pd, tramite Manolo Casagrande («Cerchiamo di essere positivi e lo facciamo raccontando una città in cui crediamo») e Giacomo Pedrinazzi («Spero che si continuerà ad avere attenzione per Case Nuove»). Oppure Somma Futura, per voce di Maria Teresa Pandolfi («Arriviamo al traguardo con la consapevolezza di chi ha lavorato sodo»). Per Somma Civica «è stato un viaggio incredibile», ha detto Antonio Catalano.

Parola alle opposizioni

Dai banchi della minoranza, Alberto Nervo (SommaSì) ha sottolineato «la bella esperienza» come consigliere. Ora correrà da solo come candidato sindaco del suo gruppo, «ma lo faccio a testa alta». Mariangela Aguzzi Casagrande ha parlato della «bell’avventura» vissuta, «ma non facile». E ancora: «Non nascondo che ho dovuto digerire scelte che consideravo sbagliate, ma questa è la democrazia: ciò che mi è mancato è il confronto vero». Così Manuela Scidurlo (Fratelli d’Italia): «Da questi banchi, quasi mai ho condiviso le scelte fatte. Ma con rispetto per l’avversario politico e soprattutto per le persone. Abbiamo avuto visioni diverse, ma sempre a disposizione della città». Quindi, Alberto Barcaro (Noi per Somma) sul bilancio consuntivo: «Pur riconoscendo il lavoro svolto dagli uffici, esprimo voto negativo. Non sono contro i numeri, ma contro il modo con cui sono stati utilizzati. Crediamo che Somma meriti più trasparenza e una visione più chiara».

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