SOMMA LOMBARDO – La soluzione sembra essere sempre più lontana per il centrodestra di Somma Lombardo. Non si trova la quadra sul candidato sindaco alle prossime Amministrative: Piero Cesare Iametti o Manuela Scidurlo? Nemmeno il direttivo di Fratelli d’Italia – che si è riunito ieri, 5 febbraio – sembra sia servito a chiudere definitivamente la pratica, per poter dare il via alla campagna elettorale. Anzi, avrebbe creato ancora più distanze. Forse è per questo che le bocche sono cucite: il telefono del presidente di circolo Daniele Consonni squilla a vuoto, mentre la capogruppo Scidurlo tergiversa e lascia intendere che la questione del nome da presentare alla coalizione non fosse fra le priorità discusse. Intanto, il tempo passa.
FdI prende tempo
Secondo le anticipazioni della vigilia, arrivate anche negli ambienti provinciali, doveva essere la serata della svolta. Quella in cui Fratelli d’Italia avrebbe dovuto ufficializzare il passo indietro di Scidurlo e stabilire le contropartite da presentare agli alleati di Forza Italia, Lega, Udc e Noi Moderati. In linea con quanto discusso agli ultimi tavoli, pare proprio che Scidurlo (e quindi tutta la sezione del partito) abbia in effetti deciso di farsi da parte. Ma a una condizione: che non sia Iametti – espressione di Lombardia Ideale e che gode di ampi consensi della coalizione – a rappresentare il centrodestra. Tradotto: la proposta dei meloniani è di cercare e poi indicare un terzo nome. Arrivati a questo punto – e considerato che il Salvatore della Patria invocato da mesi salvo miracoli non si paleserà – la scelta di FdI appare dunque come l’ennesimo tentativo da parte del segretario di prendere tempo, con l’obiettivo (ed è evidente) di portare l’avvocato di Lombardia Ideale allo sfinimento e dunque alla rinuncia. Per poi riproporre Scidurlo come l’unica opzione rimasta sul tavolo?
L’irritazione dei provinciali
La strategia di Fratelli d’Italia, in questo senso, appare fin troppo chiara: non passare per i “cattivi di turno” che portano alla spaccatura della coalizione. E, al contrario, fare in modo che siano gli alleati a fare il passo indietro decisivo. Ma siccome il gioco è fin troppo palese, l’ipotesi di andare separati torna prepotentemente a farsi sentire, in controtendenza rispetto alle segreterie provinciali dei partiti che, da settimane, continuano a dare indicazioni precise: convergere su una candidatura unitaria. Che sia Scidurlo, dopo dieci anni di impegno in consiglio comunale, o Iametti, già considerato all’altezza e con uno sponsor politico del calibro del presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana.
Ecco perché questa situazione di stallo sta cominciando a indispettire anche i vertici. Che cominciano a rendersi conto che il continuo procrastinare porta soltanto a perdere terreno e consensi. Con il rischio che l’obiettivo del centrodestra di riconquistare Palazzo Viani Visconti – dopo dieci anni di centrosinistra – si trasformi da una possibilità concreta a un’impresa. Un’operazione tutt’altro che semplice. E che di certo non può essere improvvisata in una città come Somma, l’ottava della provincia di Varese e l’unica sopra i 15mila abitanti (Luino è poco sotto quella soglia) che la prossima primavera andrà al voto. Le Amministrative 2026, a questo giro, si giocano soprattutto qui. E Fratelli d’Italia, dopo il magro bottino dello scorso anno nel Varesotto, non può più permettersi di sbagliare.
Elezioni a Somma, l’ultimatum è scaduto. Ma FdI ancora non cede su Iametti
