SOMMA LOMBARDO – «Credo che un intervento della Procura di Busto Arsizio sia inevitabile». Lo dice Francesco Calò, assessore all’Urbanistica a Somma Lombardo. Il riferimento va alla grande quantità di materiale contenente eternit che è stato ritrovato nei giorni scorsi al cantiere del collegamento ferroviario tra Gallarate e Malpensa. Più precisamente lungo la 336. Una scoperta che mette in agitazione anche l’esponente della giunta sommese: «Questa cosa è vomitevole».
Uno «schifo»
Quel tratto della superstrada – in zona Terminal 2 di Malpensa – attraversa un’area che include più Comuni. L’ultimo sopralluogo è stato effettuato dagli amministratori casoratesi, visto che si tratta del paese maggiormente coinvolto nel progetto della ferrovia. Ma non è escluso che l’eternit si possa trovare anche nei territori limitrofi. Come della vicina Cardano al Campo. O a Somma Lombardo, appunto. Tanto basta all’assessore Calò per commentare duramente la vicenda. «Non tutti i mali vengono per nuocere ma pensare che il Mondiale degli anni Novanta abbia prodotto questo schifo mi fa vomitare», dice ricordando che la vicenda risale ai lavori del 1989, quando il territorio si stava attrezzando per ospitare Italia 90.
«Intervenga la Procura»
Lo sfogo di Calò è affidato ai social, chiedendo «un intervento della Procura di Busto Arsizio». Soprattutto considerando che questa nuova vicenda arriva «dopo che il cavalcavia (del Terminal 2, ndr) è stato costruito due volte: perché la comunità deve pagare questo?». Fino al messaggio di «solidarietà e vicinanza» rivolto al primo cittadino casoratese Dimitri Cassani e all’assessore all’Urbanistica, Andrea Tomasini. Diversi, inoltre, i commenti che si allineano al pensiero di Calò. Si legge: «Questa cosa è pazzesca». Oppure: «Dopo che hanno disboscato ingiustamente, anche questo». Fino a: «Una vergogna tutta italiana».
