SOMMA LOMBARDO – Dopo la rissa sfiorata in consiglio comunale a Somma Lombardo, restano in sospeso i dubbi sollevati dal consigliere Gerardo Locurcio sul futuro della casa di riposo “Il Girasole”. A tornare sulla questione è Noi per Somma, il gruppo di minoranza rappresentato da Alberto e Martina Barcaro, chiedendo chiarimenti in merito: «Riteniamo doveroso verificare la veridicità di quanto detto», scrivono gli ex leghisti in una nota. «Per questo motivo, chiediamo formalmente al presidente del consiglio sommese (Alessandra Apolloni, ndr) la convocazione di un’adunanza segreta, come previsto dall’articolo 18 del regolamento comunale, al fine di discutere la questione in modo approfondito».
«Imbarazzante»
I consiglieri Barcaro prendono posizione per «chiarire quanto accaduto» in aula lo scorso 30 settembre, quando gli animi si sono scaldati dopo l’intervento sul Girasole pronunciato da Locurcio durante le comunicazioni finali. Vicenda che stava per sfociare nello scontro fisico e che si è risolta solo dividendo l’assessore Francesco Calò e l’ex direttore dei lavori in aula.
Ora è Noi per Somma a tornare sulla vicenda, «senza entrare nel merito delle affermazioni fatte dal consigliere». Ma il commento su quanto accaduto e sulla rissa sfiorata è netto: «È stato a dir poco imbarazzante». E ancora: «La tensione è salita alle stelle, con un confronto dai toni aggressivi tra il sindaco e Locurcio, mentre Calò si è addirittura spostato attraverso l’intera sala per raggiungere il consigliere». Di più: «La sceneggiata peggiore si è vissuta quando il sindaco (Stefano Bellaria, ndr) ha pronunciando la frase “porta via quel cretino” a microfono acceso nei confronti del suo assessore: tali comportamenti, del tutto inaccettabili, non sono di chi rappresenta un’istituzione».
L’attacco
Secondo Noi Per Somma, «è evidente che i cittadini stanno sempre più percependo che la situazione sta sfuggendo di mano a chi è attualmente al comando dell’amministrazione comunale». Anzi, «ciò che risulta ancora più sconfortante è l’ipocrisia con cui gli stessi amministratori, che si autoincensano nei loro comunicati come probabilmente “i migliori della provincia”, si contraddicono con comportamenti inaccettabili. Ogni dichiarazione fatta in consiglio o riportata sulla stampa viene interpretata come un attacco personale, creando un clima insostenibile». Per questo, «riteniamo doverose delle pubbliche scuse verso i cittadini che hanno assistito a questa indecorosa bagarre e verso i consiglieri, il cui compito è rappresentare gli interessi della comunità con dignità e rispetto reciproco».
Noi per Somma lascia l’aula
Alberto e Martina Barcaro hanno abbandonato l’aula durante il caos dello scontro. Lo hanno fatto «per protesta, convinti che atteggiamenti di questo tipo non giovino a nessuno». Concludono: «Tuttavia, a più riprese il sindaco ha ribadito che l’attuale amministrazione ha un atteggiamento diverso da chi l’ha preceduta: ci chiediamo, a questo punto, se sia davvero il cambiamento che i cittadini si aspettavano. Fiduciosi in un tempestivo chiarimento e in un ritorno al rispetto delle istituzioni, restiamo a disposizione per ogni ulteriore confronto costruttivo».
Somma Lombardo, rissa sfiorata in aula. Il sindaco: «Porta via quel cretino»
