SOMMA LOMBARDO – «Chiediamo che l’amministrazione comunale esca dall’isolamento, ascolti davvero i cittadini e si adoperi per garantire che il Bellini non venga definitivamente impoverito delle sue funzioni essenziali». È l’appello di Futuro Nazionale di Somma Lombardo sulla chiusura del Primo Intervento dell’ospedale Bellini e il depotenziamento del servizio con l’apertura di un Ambulatorio medico alla Casa di Comunità.
Silenzio istituzionale
Nel mirino dei vannacciani, relegati dal controtestra nei banchi di opposizione durante l’ultimo consiglio comunale, finisce il sindaco Silvio Pezzotta e la sua giunta. «Di fronte al disagio della popolazione e alle centinaia di firme raccolte dai cittadini, ci saremmo aspettati una presa di posizione forte», afferma Futuro Nazionale. E ancora: «Un’azione di tutela decisa e una costante presenza al fianco della comunità». Secondo il gruppo, rappresentato in aula da Giorgio Pivetti e da Andrea Mancini come referente del comitato cittadino, si registra invece «una fredda distanza e un silenzio che rischiano di suonare come rassegnazione».
Da qui l’appello finale rivolto alla politica locale e regionale: «La sanità territoriale non si difende con le parole d’occasione o con i passaggi formali, ma facendo sentire la voce della città nelle sedi opportune, in Asst e in Regione».
No allo spostamento
Futuro Nazionale ribadisce quindi il proprio «no allo spostamento del Primo Intervento in via Fuser», avvenuto lo scorso 10 agosto, e chiede che Somma Lombardo torni a indignarsi per la difesa dei servizi sanitari del territorio.
Il gruppo politico boccia senza mezzi termini l’operazione e parla di «una scelta illogica che penalizza i cittadini e indebolisce un presidio ospedaliero storico». Al centro della contestazione ci sono soprattutto le caratteristiche della Casa di Comunità, che, secondo Futuro Nazionale, non garantirebbe la presenza immediata di alcuni fondamentali strumenti diagnostici. «La nuova sede di via Fuser è priva di presidi diagnostici immediati come Tac e Radiologia», sottolinea il gruppo. Una situazione che, secondo Futuro Nazionale, rischia di tradursi in ulteriori disagi per i cittadini: «Per una semplice lastra, i pazienti sono costretti a spostamenti, trafile burocratiche e disagi inaccettabili. I tempi di percorrenza verso Gallarate o Busto Arsizio arrivano a quadruplicarsi nelle ore di punta»,
Lo smantellamento del Bellini
Il gruppo allarga poi lo sguardo alla storia recente del Bellini, attribuendo responsabilità anche alle amministrazioni che si sono succedute negli anni. «Il depotenziamento dell’Ospedale “Luigi Bellini” viene da lontano: le passate amministrazioni portano la responsabilità di aver avallato o subito passivamente anni di tagli, la chiusura di reparti strategici come la Chirurgia e la Day Surgery e il lento smantellamento di un presidio nato nel 1919».
Primo intervento di Somma chiuso, ancora polemiche. Asst Valle Olona spiega
Somma, il centrodestra “sfratta” il vannacciano Pivetti: starà in opposizione
