Villa Dolci, il gioiello di Somma che nessuno conosce. Le foto degli interni

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SOMMA LOMBARDO – È un gioiello nascosto. Nascosto nel vero senso della parola: le porte sono chiuse e i cancelli del parco si aprono soltanto per le grandi occasioni, quelle speciali. Per il resto, la domanda non cambia: cosa c’è all’interno? E cosa resta di Villa Dolci? Qual è il suo futuro? Di recente i commercianti di Somma Lombardo hanno diffuso alcune foto inedite delle sale interne, svelando grandi vetrate colorate, mobili raffinati e nobili scalinate. Accendendo la curiosità di chi, ancora oggi, attende l’inizio dei lavori che permettano allo storico edificio di tornare ai suoi antichi splendori. Perché si tratta sì di una proprietà privata, ma di un patrimonio artistico e culturale di interesse pubblico.

Dentro e fuori

In occasione degli ultimi eventi in città, la Villa è tornata protagonista. Almeno, nel limite delle sue possibilità. Dall’apertura straordinaria per la cena in bianco nell’estate del 2024 alla pista di pattinaggio sul ghiaccio installata per le ultime feste natalizie. Appuntamenti che si sono svolti all’esterno, l’unico spazio che può essere messo a disposizione, con tutte le accortezze del caso. Sì, perché gli interni non sono accessibili da tempo, salvo richieste specifiche e giustificate. Sono stati proprio i commercianti, ultimamente, a svelare la bellezza di quelle sale, con alcuni scatti: soffitti decorati, eleganti lampadari, elementi d’arredo curati nei minimi particolari, dipinti. E ancora: scalinate su cui si affacciano signorili vetrate che ripropongono stemmi e scritte, fino a un antico vessillo con raffigurati i tre leoni rampanti, simbolo di Somma. C’è anche una cappelletta per le funzioni religiose. E così via. Il fattore comune, oltre al tratto nobile, è il chiaro segno del tempo. E dell’abbandono.

La storia della villa

La villa è vincolata e ogni lavoro deve passare dalla Soprintendenza ai Beni Monumentali e Paesaggistici. Attualmente, dopo anni di buio, almeno un’idea di progetto esiste. Ma andiamo con ordine. Nel Seicento, l’edificio aveva funzione di convento francescano, che venne poi adattato a dimora di campagna nel 1882 dal conte Giovanni Antonio Melzi. Il nome dei Dolci subentra nel 1907, che – oltre ad acquisire la struttura – ha dato il via a una riqualificazione strutturale. Tutto parte dal Gerolamo Dolci, noto imprenditore che fece fortuna nel settore della produzione di pizzi e merletti. Ad oggi, l’erede Luca Dolci ha dato la villa al suo amministratore, l’architetto Stefano Calvosa. Che ha preso in mano tutto: da qualche anno è stato avviato un progetto di ristrutturazione della facciata e degli infissi, come racconta il responsabile della manutenzione – e grande conoscitore – della storica struttura Massimo Tovo. Poi toccherà al tetto. Si è già intervenuti, invece, sul parco, che dispone di un’ampia selezione di piante monumentali censite.

E il futuro?

Quindi, per il futuro cosa c’è aspettarsi? Si è sentito molto parlare, in passato, di diversi progetti: dal ristorante stellato a una dimora di lusso per l’accoglienza degli anziani, solo per citarne alcuni. Attualmente, però, non sembrano esserci piani specifici. Senza dubbio, l’immobile ha il potenziale per attrarre investitori – anche privati – indispensabili per effettuare eventuali interventi al suo interno. Così come rimane aperta l’ipotesi di affittarla o di metterla in compartecipazione fra più società. Tutte strade percorribili, ma di cui non esiste nessuna certezza. Se non che – proprio come accade per le dirimpettaie Fattorie Viscontisi dovrà aspettare ancora prima di godersi Villa Dolci, un pezzo della storia edilizia e artistica di Somma.

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