Somma, Luino e gli altri al voto. E c’è già chi fibrilla

elezioni somma luino
Andrea Pellicini pronta la ricandidatura a sindaco di Luino?

In autunno si vota per le Regionali, ma non in Lombardia. Qui, il primo appuntamento utile per le urne è la primavera del prossimo anno, quando si rinnoveranno sindaci e amministrazioni in un discreto numero di città  e paesi. Una decina in provincia di Varese e, volendo allargarci, anche nella dirimpettaia Legnano, che è in provincia di Milano, ma i suoi rimandi politici non passano inosservati soprattutto nella confinante Busto Arsizio.

Che nel Varesotto siano elezioni, diciamo così, di transizione è vero soltanto in parte. I Comuni più significativi sono Somma Lombardo e Luino, anche se in quest’ultimo non è previsto il ballottaggio. Nel gruppetto ci sarebbe dovuta essere Saronno, andata la voto anticipato per le note vicende che hanno determinato l’implosione della giunta Airoldi. Detto ciò, nell’elenco ci sono Laveno, Origgio, Golasecca, Gorla Maggiore, Casorate Sempione, Gemonio, Lonate Ceppino e Masciago Primo. Un anticipo, seppure con tutte le misure del caso, sulla tornata elettorale del 2027, quando saranno in lizza Varese, Gallarate e Busto Arsizio, attorno alle quali si ragiona già da parecchio come fossero determinanti per il futuro politico dell’intero territorio. Lo sono, ma non in via esclusiva.

Qui torna il discorso sul peso delle elezioni di mezzo, tra meno di un anno. Importanti allo stesso modo delle ultime a Saronno, Castellanza e Arcisate, dove i rimescolamenti elettorali hanno determinato scenari inediti o, comunque, imprevisti persino dai sondaggi. Il centrodestra ha perso dappertutto, ai ballottaggi (Saronno) e negli altri due centri a turno unico. Motivi e responsabilità sono state analizzate fin dal giorno in cui sono stati resi noti i risultati. Sono motivi o responsabilità che fanno dire ad Andrea Cassani, segretario provinciale della Lega, che “mai come ora l’alleanza di centrodestra deve rimanere compatta”. Lo ribadisce alla festa leghista di Sumirago, alla quale hanno fatto visita i vertici del partito, da Matteo Salvini in giù. Una folta rappresentanza di primo piano a testimoniare come il lavoro di ricucitura (vedi il disastro di Castellanza) sia ritenuto ineludibile per evitare nuovi patatrac a favore degli avversari della sinistra. I quali, pur frastagliati e senza un comune denominatore amministrativo (figurarsi il campo largo!) vincono lo stesso dappertutto, a cominciare da Saronno e Castellanza.

Inevitabile l’appello di Cassani alle segreterie dello schieramento affinché facciano quadrato attorno a un condiviso candidato sindaco. A proposito di candidature, pare quasi certo che a Luino, dopo la scoppola della volta scorsa, venga recuperato il nome più prestigioso, quello dell’onorevole Andrea Pellicini, che il sindaco della città lacustre l’aveva già fatto e con un buon risultato. Dunque, un esponente di Fratelli d’Italia a Luino, un altro a Laveno Mombello, possibile un forzista a Somma Lombardo per lasciare alla Lega altre località anche se di minore sostanza politica. Congetture, le nostre, suffragate però da alcune fonti che disegnano scenari plausibili per il prossimo futuro, fermo restando la tripla partita per il capoluogo, Busto e Gallarate: lì il discorso prende necessariamente altre sfumature.

E la sinistra? A Somma Lombardo, fuori gioco Stefano Bellaria (doppio mandato esaurito) il derby è tutto all’interno del Pd, tra il vice sindaco Stefano Aliprandini e la presidente del consiglio comunale Alessandra Apolloni. La coalizione è però da affinare se non da costruire ex novo, e non soltanto a Somma. Sapendo quanto e come sono litigiosi i “sinistri” potrebbe finire come a Saronno e, prima ancora, a Malnate: liste contrapposte della stessa matrice di provenienza. Litigiose e vincenti. E in una provincia dove per decenni hanno dominato Lega e Forza Italia, restano sorprendenti le ragioni, i flussi di voto, gli spostamenti dell’elettorato e ancora di più.

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