SOMMA LOMBARDO – Al liceo Classico, gli studenti hanno dovuto affrontare un brano de L’Institutio oratoria di Marco Fabio Quintiliano. Al liceo delle Scienze Umane, invece, la seconda prova dell’esame di maturità ha messo le radici a Somma Lombardo. Sì, perché fra le tracce proposte ieri – 19 giugno – c’era anche un testo di Alberto Pellai, celebre medico e psicoterapeuta noto a livello internazionale per i suoi studi oltre che docente all’Università di Milano.
Le prove
Quintiliano al Classico, appunto. Mentre allo Scientifico la seconda prova ha offerto un ventaglio di temi che vanno dallo studio di funzione alla questione dei rilevamenti del lago di Bracciano, per passare a quesiti quali il calcolo delle probabilità in una partita a carte di scopone, un torneo internazionale di pallavolo con 16 squadre o una variante del gioco “Cover the spot“. Per il Linguistico, nella prova di inglese, il compito di realizzare un articolo sulle Olimpiadi Milano Cortina, fra le altre proposte anche – nella comprensione del testo – che riguardano gli Ogm o un brano tratto da On Beauty di Zadie Smith.
Pellai alle Scienze Umane
Invece, alle Scienze Umane, c’era un testo dello psicologo Giuseppe Riva. Ma anche uno di Pellai con Elisabetta Papuzza, psicologa clinica: con un brano tratto da Cyber Generation. Sfide evolutive per chi cresce online, i due studiosi «allargano lo sguardo all’adolescenza e alla società nel suo complesso, sostenendo che il digitale non sia un mondo separato dal reale ma che abbia ormai ridefinito il nostro stesso principio di realtà, trasformando le relazioni, il senso del tempo e l’identità personale». Ecco lo stralcio proposto agli studenti:
Il Digitale ha cambiato le nostre relazioni sociali, familiari, il nostro rapporto con il tempo e con lo spazio, il modo di comunicare, il nostro stesso senso identitario, cioè chi pensiamo e sentiamo di essere, il nostro modo di stare al mondo, il nostro principio di realtà. Inutile e fuorviante contrapporre mondo reale e realtà virtuale, la seconda è ormai parte integrante della prima e l’ha profondamente cambiata. Forse è meglio parlare di realtà digitale piuttosto che di realtà virtuale, perché virtuale sembra in contrapposizione a reale. La realtà è una costruzione culturale, cioè risente della cultura come dispositivo che la fa appunto percepire come reale, senza che ce ne rendiamo conto, come una specie di inconscio culturale. La realtà non sta ferma nella storia, cambia, il principio di realtà muta nel tempo (Pellizzari, 2017). Tale vera e propria rivoluzione sta suscitando reazioni opposte, fra entusiasmo e rifiuto, aspettative di progresso e diffidenze. Per certo si è aperto ormai da anni un nuovo campo di indagine, in ambito psicoanalitico, filosofico, psicologico, psichiatrico, neuroscientifico, sociologico, antropologico, linguistico, giuridico, un nuovo campo di riflessione per comprendere e confrontarsi con queste trasformazioni, all’interno di ogni disciplina, con i propri specifici interrogativi, ma anche un nuovo contesto di dialogo e confronto fra discipline, più che mai su un tema trasversale e recente come questo, dove nessuno può vantare certezze, ma solo provare a illuminare, con la propria lente e la propria luce, una faccia di un poliedrico diamante in ombra.
Alberto Pellai
Ricercatore al dipartimento di Scienze Biomediche dell’Università degli Studi di Milano, Alberto Pellai è autore di numerosi bestseller tradotti in oltre quindici Paesi, tra questi: “Tutto troppo presto”, “L’età dello tsunami” e “La bussola delle emozioni”. Nel 2004, Pellai ha ricevuto dal Ministero della Salutela medaglia d’argento al merito in Sanità pubblica. Con i suoi libri e i suoi interventi pubblici, è stato capace di portare la psicologia al di fuori degli studi clinici, rendendola accessibile a famiglie, educatori e ragazzi.
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