Somma, in aula tre ex sindaci e poche donne. Ma cresce la quota giovani

SOMMA LOMBARDO – Tre ex sindaci e un sindaco: è la storia degli ultimi trent’anni di Somma Lombardo, il passato e il presente della politica che si riunisce sotto lo scudo coi tre leoni rampanti nella Sala del Camino. L’insediamento di Silvio Pezzotta avvenuto il 29 giugno scorso, infatti, ha contribuito a scrivere una nuova pagina della biografia amministrativa sommese. E in aula, ora, siedono tutte e quattro le persone che hanno indossato la fascia tricolore dal 1996 a oggi. Una vera particolarità. Nell’ordine: Claudio Brovelli, Guido Colombo, Stefano Bellaria e, appunto, Pezzotta.

Brovelli, l’uomo di sinistra

Brovelli, il primo. Uomo simbolo della storia comunista della città e che oggi resiste sotto l’ala civica di Sinistra per Somma. Vinse le Amministrative trent’anni fa, per poi essere riconfermato nel 2000. Con una coalizione composta da Democratici di Sinistra, Comunisti Italiani – Rifondazione Comunista e Partito Popolare Italiano, vinse contro lo strapotere della Lega e di quella Forza Italia che all’epoca dominava in Lombardia con Roberto Formigoni. Provò a ritirarsi dalla vita politica, annunciando anche ufficialmente il suo passo indietro, ma si trattò soltanto di una pausa. La passione è sempre stata più forte. Negli ultimi undici anni, infatti, ha fatto parte della maggioranza di centrosinistra al fianco di Stefano Bellaria, rappresentando la quota d’esperienza della squadra. Oggi il suo impegno politico continua, ma siede tra i banchi della minoranza – sempre in veste di Sinistra per Somma – dopo la sconfitta alle ultime Amministrative.

Irrompe il centrodestra di Colombo

Nel 2005 si chiude la parentesi Brovelli. E irrompe il centrodestra di Guido Colombo. Ha guidato una coalizione formata da Forza Italia, Alleanza Nazionale, Lega Nord e Udc per i primi cinque anni. Nel 2010, poi, è stato riconfermato a pieni voti, vincendo al primo turno con una squadra che riuniva Lega Nord, Pdl e Udc.
In seguito si è allontanato dalla politica, concentrandosi sulla sua attività professionale di architetto: una pausa che si è interrotta quest’anno. Anche in questo caso, la tentazione di tornare a occuparsi della cosa pubblica è stata determinante. Alle ultime Amministrative ha deciso di scendere nuovamente in campo con la Lega: è stato il secondo più votato della sua lista, guadagnando anche un posto in giunta per occuparsi di una delega importante come l’Urbanistica.

L’era di Stefano Bellaria

Nel 2015 – l’anno dei sette candidati a sindaco – arriva il momento di Stefano Bellaria, che riporta il centrosinistra al governo della città. Il suo primo mandato inizia con una vittoria al ballottaggio, guidando le quattro forze politiche che poi lo hanno accompagnato in tutto il suo percorso: Partito Democratico, Sinistra per Somma, Somma al Centro, Somma Civica. Nel 2020, il bis: stravince al primo turno – in pratica un plebiscito – e resta al governo della città fino al 2026.
Oggi siede tra i banchi dell’opposizione, in quota Partito Democratico, dopo la sconfitta del centrosinistra alle ultime Amministrative.

Ora tocca a Pezzotta

Nel 2026, quindi, ci ha pensato Silvio Pezzotta a mettere un punto all’era del centrosinistra. Ha raccolto un centrodestra litigioso e lo ha unito in una squadra formata da sei liste: Forza Italia, Fratelli d’Italia, Lega, Udc, Uniti per Somma e Futuro per Somma. Si è aperto così un nuovo capitolo della storia politica sommese.
Il 29 giugno si è insediato, con Pezzotta, il nuovo consiglio comunale. Che è soprattutto composto da uomini. Infatti delle 22 persone presenti – tra assessori e consiglieri – sono solo quattro le donne: il vicesindaco Manuela Scidurlo e l’assessore Laura Besnate, ma anche le consigliere (entrambe in maggioranza) Mariangela Aguzzi Casagrande della Lega e Vilma Righini di Forza Italia.
Non solo: in aula sono presenti volti noti e persone alla loro prima esperienza politica. Ma il dato che spicca è che la quota dei giovani cresce. Con la precedente amministrazione, gli unici “rappresentanti” delle nuove generazioni era Antonio Catalano (Somma Civica) e Martina Barcaro (Noi per Somma) Ora invece salgono a tre i giovani seduti in consiglio comunale: Simone Iametti (Forza Italia) e i dem Fabio Daddozio e Ronny Zea Cedeno. Non molti, certo. Ma comunque in crescita rispetto al passato recente: segnale che, forse, sta cambiando il trend che vedeva i giovani così lontano dalla vita politica.

Il giuramento di Pezzotta: «Amo Somma». Subito frecciate dalle opposizioni

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