Spaccio in provincia: droni nei boschi e Intelligenza artificiale nelle piazze

VARESE – L’intelligenza artificiale per piazza Repubblica a Varese e i droni per controllare le zone boschive sensibili. La lotta allo spaccio di sostanze stupefacenti non si ferma e apre alla tecnologia come prezioso supporto al capillare lavoro messo in campo dalle forze dell’ordine.

E’ stata una mattina di riflessioni e confronto quella di oggi (venerdì 6 giugno) a Villa Recalcati. Tema all’ordine del giorno: “Prevenzione e repressione del traffico di sostanze stupefacenti”. Al tavolo dei relatori c’erano il prefetto Salvatore Pasquariello, i procuratori della Repubblica di Varese, Antonio Gustapane e di Busto, Carlo Nocerino; Francesca Ruggieri, direttore del DiDec e docente di Procedura penale dell’Insubria e Chiara Perini, docente di Diritto Penale dell’Insubria.

Presenti, oltre al prefetto di Varese Salvatore Pasquariello e ai procuratori del Tribunale di Varese Antonio Gustapane e di Busto Carlo Nocerino, erano presenti il presidente della Provincia Marco Magrini, i sindaci Davide Galimberti di Varese ed Emanuele Antonelli di Busto, il deputato di Fratelli d’Italia Andrea Pellicini e i sindaci del territorio.

Lo spaccio nei boschi

Il punto di partenza è stato lo spaccio nei boschi, vera e propria piaga che sta mettendo alla prova la prefettura e tutto le forze dell’ordine del territorio, oltre a quelle nazionali, perché qui operano i corpi speciali dei Carabinieri per stanare i pusher. Ma non solo.

A dare il quadro della complessa situazione è stato il procuratore di Varese Gustapane: «Qui in provincia di Varese c’è una modalità di spaccio completamente diversa che in molte altre zone d’Italia. L’attività di vendita delle sostanze stupefacenti avviene principalmente nelle zone boschive ed è aggravata dall’uso delle armi. Tutto questo rende la lotta contro i pusher molto più complessa. E l’attività di prevenzione e repressione richiede tecniche innovative, perché non bastano le perlustrazioni delle zone sensibili da parte delle forze dell’ordine. Nelle zone urbane invece, possiamo contare sul modello Piazza Repubblica, dove grazie all’Intelligenza Artificiale potremo controllare un sistema video h24. Un modello questo che potrebbe essere replicato su scala nazionale».

Collaborazione tra le procure

«La collaborazione e il coordinamento tra le Procure e le forze dell’ordine – ha puntualizzato Nocerino – è uno degli elementi decisivi nella lotta e nel contrasto allo spaccio. Oltre alle nuove tecnologie. Penso all’utilizzo dei droni. Questo aiuterebbe a dettagliare le mappe che già abbiamo. Altro problema è il ricambio della manovalanza, perché la testa del serpente non è qui in Italia, ma in Marocco».

L’impegno in campo

Il prefetto Salvatore Pasquariello nel saluto ha ricordato che «stiamo lavorando sia per contrastare la criminalità, ma anche per prevenire. Negli incontri che ho fatto con tutti i sindaci, tra le problematiche prospettate c’erano il disagio minorile, le truffe agli anziani e lo spaccio nei boschi. E su questi temi abbiamo iniziato a lavorare con puntualità». Sulla spaccio: «Abbiamo ottenuto l’invio dei corpi speciali dei Carabinieri, i Cacciatori di Sicilia, Calabria, Sardegna e Puglia. Abbiamo poi organizzato iniziative di rete tra le forze dell’ordine, compresi le polizia locali».

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