BUSTO ARSIZIO – Il morso dell’uomo tigre! Alla Pro Patria costa caro, carissimo il recupero di campionato con l’Atalanta Under 23, tipico esempio di squadra B presentatasi a Busto con un disegno ben chiaro e preciso.
Oltre alla beffarda sconfitta, già di per sé figlia di due clamorose disattenzioni difensive, il club tigrotto paga infatti anche l’infuocato post partita, in parte innescato da un arbitraggio non all’altezza per non dire altro…, in parte accentuato dalla smodata ed eccessiva esultanza della squadra di Modesto. Mister che, anche per una semplice questione di stile, avrebbe forse potuto attenersi, lui come i suoi ragazzi (vedasi l’uscita del campo del gioiellino Vlaovich), ad una condotta più in linea con un sodalizio di serie A.
Il rispetto diventa difetto
Ma tant’è: a farne le spese – per colpe proprie intendiamoci – alla fine è stato il difensore goleador Raffaele Alcibiade che, di fronte all’atteggiamento un po’ irriverente dei ragazzini nerazzurri, specie a fine partita, si è fatto rispettare a modo suo, finendo nel mirino del guardalinee e di riflesso nel referto del Giudice Sportivo. Morale: quattro turni di stop “per avere, al termine della gara, tenuto una condotta violenta nei confronti di un calciatore avversario in quanto, a gioco fermo, lo mordeva sulla spalla sinistra, senza conseguenze”.
Emergenza difesa
Le quattro giornate di squalifica inflitte ad Alcibiade, che di fatto priveranno la Pro Patria del suo giocatore di maggior personalità (anche dal dischetto con quattro centri), rischiano di pesare tantissimo nella corsa verso i playout della squadra bustocca che, da domenica (“Speroni” ore 17.30 contro l’Alcione dell’ex Cusatis) in avanti, dovrà fare a meno del suo difensore più importante, in un reparto peraltro già zavorrato dagli infortuni di Lombardoni e Sassaro.
L’utilità delle squadre B…
La società biancoblù, che ci auguriamo faccia ugualmente ricorso (Alcibiade ha sicuramente sbagliato, specie per un professionista della sua esperienza, ma la provocazione non va nemmeno ignorata…), deve anche riflettere, a almeno dovrebbe farlo a livello di LegaPro, sull’effettiva utilità delle squadre B: squadre che falsano letteralmente i campionati, a discapito di chi invece si guadagna la categoria sul campo e non a tavolino a suon di denari sonanti.
Tante tifoserie d’Italia si sono schierate senza mezze misure contro questo fenomeno (gli ultras della Pro mercoledì hanno disertato in segno di protesta lo stadio), ma molte società di serie C, per una manciata di spiccioli, hanno invece preferito vendersi l’anima al diavolo. E l’Inter B è già in coda come un corvo, pronta ad avventarsi sul cadavere di chi fallirà, con tanto di precedenza nei subentri in caso di ripescaggi.
… e le domande sospese
Ci sarebbe da chiedersi – per restare in tema – perchè l’Atalanta Under 23 abbia chiesto (legittimamente s’intende) il rinvio della gara con la Pro Patria (ingolfando di riflesso il calendario finale dei bustocchi), ma non quella con l’AlbinoLeffe, pur avendo in entrambi i casi quattro nazionali impegnati all’estero.
Ci sarebbe da chiedersi – alla faccia della riconoscenza – come mai la Pro Patria, la scorsa stagione, si inchinò alla spocchiosa Atalanta, scesa a Busto con una sola muta da gioco tanto da costringere i tigrotti a svestirsi della loro gloriosa casacca biancoblù.
Ci sarebbe da chiedersi – per citare un altro triste precedente – come sarebbero potute finire la stagione della Pro Patria di Javorcic e la carriera di Lombardoni senza quel maledetto playoff contro la Juventus NG, presentatisi allo “Speroni” al completo per la post season, dopo aver fatto il bello e il cattivo tempo durante la regular season.
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