BUSTO ARSIZIO – «Colpa di Fratelli d’Italia se non ci sono i volontari ad accompagnare le donne fuori dalla stazione? Semmai è colpa della legge che non lo permette. Noi tuteliamo il nostro sindaco, se fosse stata messa in piedi un’iniziativa strampalata poi la responsabilità sarebbe ricaduta su di lui». Il consigliere comunale di FdI Max Rogora, ex presidente della commissione sicurezza, torna sul caso dei volontari di scorta in stazione Nord per replicare ad un post dell’ideatore del progetto, l’ex poliziotto Massimo Germino, che accusa i “Fratelli” di Busto Arsizio di essersi «opposti pesantemente all’iniziativa fino a farla tramontare». Rogora non ci sta: «A me spiace che non sia l’assessore alla sicurezza in prima persona a rispondere a queste illazioni sui social». Siluro rivolto a Matteo Sabba, con cui aveva già polemizzato sulla vicenda.
Il post “incriminato”

Il caso sembrava essersi sgonfiato dopo lo stop del sindaco all’iniziativa, ma sui social la delusione covava sotto la cenere. E così Germino si è sfogato sulle bacheche social, prendendo di mira il gruppo di Fratelli d’Italia. «Ma lo hanno detto anche esponenti delle forze dell’ordine che bisogna maneggiare con cura queste iniziative, non solo noi di FdI – ribatte Max Rogora – il volontariato o i gesti di gentilezza si possono fare senza fare spot pubblicitari, vadano tutte le sere a bere un caffè al bar della stazione e controllino se c’è qualcosa che non va. Ma il Comune non può dare mandato per fare pseudo controlli, perché se poi succede qualcosa di chi è la colpa? Al di là del fatto che sarebbe durata una settimana, perché non si potevano prevedere forme di pagamento neanche per le pettorine e le assicurazioni, non è Fratelli d’Italia ad aver impedito questa iniziativa, ma le leggi dello Stato italiano. Dovrebbero ringraziare Fratelli d’Italia che ha ragionato seriamente su questa proposta invece di cavalcarla in modo superficiale».
L’assessore ancora nel “mirino”
Max Rogora però non si limita a bacchettare l’ideatore dell’iniziativa dei “volontari di scorta”. «Questo attacco non è farina del suo sacco, ho paura che qualcuno abbia convinto questa persona a farlo. E sono convinto che anche il sindaco che fa parte di Fratelli d’Italia si sia innervosito. Noi siamo un partito serio e stiamo lavorando per trovare rimedi per le stazioni, ma anche le piazze e il centro». Perché, insiste il consigliere ed ex assessore alla partita, «la sicurezza nei luoghi più sensibili la garantiscono le forze dell’ordine e le telecamere, non riesco a capire come l’assessore possa essere arrivato a pensare di mettere in sicurezza la stazione con i volontari. Apriamo dei negozi, una libreria, una caffetteria. E se c’è un sistema per portare più sicurezza, studiamolo ma senza mettere a rischio le persone. Perché se poi i volontari vengono accerchiati da un gruppo di ragazzini, cosa fanno, tirano fuori il taser o lo spray anti aggressione o chiamano la Polizia? E allora, se le stazioni non sono sicure non è il Comune che deve intervenire, ma lo Stato».
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