Sapeva di dover arrivare da solo, sapeva di doverli staccare tutti e lo ha fatto con la costanza di un martello pneumatico: Tadej Pogacar conquista il Giro delle Fiandre al termine di una corsa fantastica, dominata, entusiasmante. Il ventiquattrenne sloveno ha attaccato da lontano, mancavano 55 chilometri quando è partito la prima volta al secondo passaggio sull’Oude Kwaremont e muro dopo muro ha costretto tutti gli avversari alla resa, dimostrando di aver imparato alla perfezione la lezione imparata lo scorso anno, quando chiuse al quarto posto.
Al secondo posto Mathieu Van der Poel mentre Mads Pedersen ha battuto Van Aert in volata per la terza posizione.
LA CORSA. Tentativi di fuga a ripetizione, cadute, nervosismo estremo, errori clamorosi (quello di Maciejuk, rientrando sbandando da un fuoristrada… ha messo a terra almeno una ventina di corridori, il polacco è stato poi squalificato dalla giuria): la prima parte della corsa ha riservato emozoni ad ogni chilometro. Poi si è formato al comando un gruppetto forte di asper De Buyst (Lotto Dstny), Daan Hoole (Trek – Segafredo), Tim Merlier (Soudal – Quick Step), Elmar Reinders (Team Jayco AlUla), Jonas Rutsch (EF Education-EasyPost),Hugo Houle (Israel – Premier Tech), Filippo Colombo (Q36.5 Pro Cycling Team) e Guillaume Van Keirsbulck (Bingoal WB) sui quali si sono portati in un secondo momento Matteo Trentin (UAE Team Emirates), Benoît Cosnefroy (AG2R Citroën Team), Nathan Van Hooydonck (Jumbo-Visma), Florian Vermeersch (Lotto Dstny), Mads Pedersen (Trek – Segafredo), Jhonatan Narváez (INEOS Grenadiers), Kasper Asgreen (Soudal – Quick Step), Neilson Powless (EF Education-EasyPost), Fred Wright (Bahrain – Victorious), Matteo Jorgenson (Movistar Team) e Stefan Küng (Groupama – FDJ).
I grandi si sono mossi al secondo passaggio sull’Oude Kwaremont, quando Tadej Pogacar ha aperto il gas e, anche se non con immediatezza, gli hanno riposto Van Aert, Van der Poel, Pidcock e Laporte. I tre tenori sono poi rimasti da soli inseguendo un gruppetto sempre meno nutrito con Mads Pedersen che ha tentato l’assolo sul Taaienberg. Sul terz’ultimo muro, il Kruisberg Hotond, Van der Poel ha accelerato in maniera violenta e ha messo in ginocchio Van Aert ma non Pogacar e lo sloveno, dopo aver sfruttato l’aiuto di Trentin nel tratto pianeggiante, ha attaccato ancora sull’Oude Kwaremont, staccando Van der Poel, riprendendo e staccando Pedersen e volando da solo verso un trionfo meraviglioso. Primo degli italiani, Matteo Trentin, decimo.
Articolo a cura di Tuttobiciweb.it
