Tar impone di nuovo spazio a musulmani, Allevi (Turbigo): «Consiglio delegittimato»

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TURBIGO – Si riaccende a Turbigo la polemica sulla concessione di spazi per la preghiera ai fedeli musulmani. Per la seconda volta «e in tempi incredibilmente rapidi» come sottolinea il sindaco Fabrizio Allevi, il Tar della Lombardia ha accolto il ricorso dell’associazione Moschea Essa contro il Comune, sconfessando una mozione votata dal Consiglio. E Allevi promette di portare il caso a livello nazionale, sottoponendolo all’attenzione del governo.

«Ecco ciò che accade a un sindaco legittimamente eletto dalla propria comunità che prova a fare delle scelte per i propri cittadini – sbotta Allevi oggi, giovedì 13 giugno – Il luogo richiesto è stato progettato e sviluppato con finalità urbanistiche differenti, ossia praticare sport: questo è il motivo della contrarietà del Comune alla richiesta dell’associazione e per cui abbiamo rilanciato la proposta di aprire un dialogo, che però non è mai stato colto dagli islamici, che preferiscono comunicare a colpi di Tar. La contrarietà ad usare il campo sportivo come luogo di preghiera è stata espressa anche dal massimo organo comunale, ossia il consiglio comunale, eletto dai cittadini, espressione della volontà popolare. Ma qui interviene il Tribunale amministrativo che impone l’utilizzo agli islamici del campo sportivo per pregare».

«Così i giudici sconfessano la volontà popolare»

Incalza il primo cittadino: «Faccio presente come il 4 ottobre 2021 io e i miei consiglieri siamo stati eletti con quasi il 61% del consenso dei turbighesi e siamo stati investiti in questo modo della responsabilità di rappresentarli e di fare delle scelte, come prevede la Costituzione. Come recita questa, la sovranità appartiene al popolo. Il nostro diniego prende le mosse dal fatto che ben due richieste nel giro di pochi mesi di utilizzo di un luogo pubblico, nella fattispecie il campo sportivo “Danilo Colombo”, quale luogo di culto non si possa più considerare avente carattere di eccezionalità, ma si sostanzi nell’effettiva individuazione di quel luogo alla pari di un luogo di culto a tutti gli effetti, cosa che riteniamo non corretta dal momento che quel luogo è destinato ad altro, anche dal punto di vista della sicurezza».

Sentenza-lampo a favore di associazione islamica

«La cosa ancora più grave – prosegue Allevi – è che stavolta il ricorso al Tar Lombardia avviene su una delibera votata a maggioranza dal consiglio comunale con cui, in sostanza, si diceva no alla richiesta presentata dall’associazione “Moschea Essa” per i motivi sopra esposti. Ma le date diventano stupefacenti: il ricorso contro la decisione del Consiglio del 27 maggio veniva presentato al Tar il 7 giugno e già il 10, tenendo conto che l’8 e il 9 erano sabato e domenica, questo si è pronunciato ordinando al Comune, previa sospensione dell’esecuzione della suddetta delibera, di consentire l’utilizzo del campo sportivo per celebrare la festa dell’Eid Al-Adha. Il Tar ha così reso vana e inefficace la decisione assunta dal consiglio comunale di Turbigo a maggioranza dei suoi membri.

«Come sindaco insieme alla giunta e ai consiglieri di maggioranza, che rappresentano il gruppo di governo del paese, esprimo il mio totale disappunto di fronte al fatto accaduto e alla decisione del Tar Lombardia di espropriare, di fatto, un consiglio comunale del suo diritto/dovere di pronunciarsi su alcuni temi, quale quello di concedere o meno, motivandolo, un luogo per la preghiera venendo meno in questa circostanza il diritto costituzionale, ivi compreso il potere di compiere le scelte politiche che riguardano la comunità, affidatoci tramite il voto. Porteremo all’attenzione del governo e nelle dovute sedi questa triste e preoccupante vicenda» conclude il sindaco.

De Corato interroga il ministro Piantedosi

Sul caso è intervenuto oggi anche il deputato di Fratelli d’Italia Riccardo De Corato, che ha annunciato che presenterà alla Camera un’interrogazione al ministro degli Interni Piantedosi. «Mi unisco alla rabbia e stupore del sindaco di Turbigo – osserva De Corato – al quale il Tar ha sospeso la delibera consiliare. Vorrei precisare, come hanno già ribadito sia lo stesso primo cittadino che il capogruppo di Fdi in Regione Lombardia ed ex sindaco di Turbigo Christian Garavaglia, che la delibera di Consiglio negava lo spazio pubblico alla comunità islamica, in cui appunto i musulmani avrebbero anche pregato, perché il campo sportivo ha tutt’altre funzioni, finalità e scopi rispetto a quelli di culto che sono stati richiesti. Tale forzatura del Tribunale amministrativo regionale, anche a mio avviso, è un fatto molto grave perché ha superato la democrazia espressa in un consiglio comunale che è l’assise più alta di un Comune ed è l’organo eletto che rappresenta tutti i cittadini».

turbigo islam tar allevi – MALPENSA24

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