Janeczek, Piazzese e Raimo: svelata la terna finalista del Premio Chiara 2024

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La conferenza del Chiara nella cornice di Santa Caterina

LEGGIUNO – Due donne e un uomo: è così composta la terna finalista del Premio Chiara 2024. I nomi sono stati svelati oggi, sabato 22 giugno, nella tradizionale conferenza stampa presso l’Eremo di Santa Caterina del Sasso. La direttrice dell’Associazione Amici di Piero Chiara Bambi Lazzati (nel video qui sotto le interviste) ha annunciato anche i nomi dei finalisti del Chiara Giovani e il vincitore – doppio – del Premio Chiara Inediti.

La terna

A giocarsi l’edizione 2024 del Premio Chiara, con la manifestazione finale fissata per il 20 ottobre alle Ville Ponti di Varese, saranno Helena Janeczek con Il tempo degli imprevisti (Guanda), Santo Piazzese con Sei casi per Lorenzo La Marca (Sellerio) e Veronica Raimo con La vita è breve, eccetera (Einaudi). Il presidente della giuria del Chiara Editi Romano Oldrini ha presentato i tre finalisti. «Abbiamo ricevuto 39 libri di alta qualità, almeno 10 meritavano di entrare nella terna. I finalisti sono tre libri molto diversi tra loro». Di Helena Janeczek dice che «scrive mescolando la storia col quotidiano, racconti in cui grandi vicende storiche si mescolano con avvenimenti moderni con una capacità di simbiosi che ha convinto tutta la giuria». Quindi il libro di Piazzese, che parla di «una Palermo un po’ misteriosa, onirica e anche dura a volte, che viene stemperata con un’ironia tipica di quelle zone». Infine Veronica Raimo: «Un libro ‘psicologista’ con quasi tutti personaggi femminili, donne un po’ contorte che vivono il quotidiano a volte con gioia, il più delle volte con l’arrabbiatura, sempre in lotta col proprio io e con l’imprevisto della vita che si traduce nell’imprevisto della propria personalità» (qui le schede dei tre finalisti).

Il Chiara Giovani

Salvatore Consolo e Cristina Boracchi hanno invece parlato del Premio Chiara Giovani, sulla traccia “Stupore”. 210 i racconti pervenuti da tutt’Italia e dal Canton Ticino, di cui sono stati selezionati 31 finalisti pubblicati in un volume. Si tratta di Linda Agrello – Sesto Fiorentino (FI), Greta Arosio – Leggiuno (VA), Anna Barili – Crevoladossola (VB), Lamberto Battiston Campatelli – Pordenone, Gabriele Boldrini – Cusago (MI), Alessandro Breda – Antegnate (BG), Federico Bruni – S. Benedetto del Tronto (AP), Nora Bucciarelli – Cureglia-CH, Leonardo Coda – Trescore Balneario (BG), Elisa Costantini – Pianoro (BO), Valeria Cusinato – Piovene Rocchette (VI), Daniele Dematteis – Torino, Elisa Demeo – Rivalta di Torino (TO), Claudio Giulio Facchetti – Luino (VA), Mario Giulio Facchetti – Luino (VA), Rosa Fazioli – Bellinzona-CH, Martina Fogliani – Sorengo-CH, Matilde Giovannelli – Chiesina Uzzanese (PT), Manuel Häner – Tesserete-CH, Lia Mastrobattista – Mendrisio-CH, Giulia Merenda, Locate Triulzi (MI), Barbara Oggiano – Busto Arsizio (VA), Lorenzo Palmas – Codogno (LO), Laura Pontecorvi – Latina, Chiara Regruto – Milano, Aurora Romano – Samarate (VA), Miriam Squizzato – Venegono Superiore (VA), Beatrice Tampieri – Lugano-CH, Aurora Vannucci – Parma, Leonardo Varriale – Portici (NA), Benedetto Viganò – Massagno-CH.

Chiara Inediti ex aequo

Per il Chiara Inediti è stato invece Andrea Giacometti a raccontare come si è svolto il lavoro della giuria, che ha esaminato circa una quarantina di raccolte di racconti. «La giuria non si è trovata d’accordo all’unanimità nello scegliere un vincitore, abbiamo quindi deciso per un premio ex-aequo». A vincere sono quindi Alberto Bortoluzzi di Varese con Long drink, sessantacinque sorsi di vita vissuta e Francesco Scaramozzino di Melzo con Il significato della luna. I vincitori si aggiudicano la pubblicazione con Pietro Macchione Editore. Infine rimane ancora aperto il bando del concorso di filmmaking in collaborazione con il Baff. Il 2 settembre è il termine per la partecipazione (qui le informazioni): Bambi Lazzati e Matteo Inzaghi hanno rilanciato l’invito a partecipare. In chiusura il saluto del presidente della Provincia di Varese Marco Magrini. «Il Premio Chiara è diventato a livelli altissimi, e ci sono tre finalisti di grandissimo valore. Sono importanti anche i tanti eventi che il Chiara organizza, la Provincia ne ha bisogno».

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Da sinistra Macchione, Lazzati, Bortoluzzi, Giacometti, Scaramozzino e Magrini

Luino, al violinista Salvatore Accardo il Premio Chiara alla Carriera

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