CRANS-MONTANA – «Una tragedia immane. Una cosa indescrivibile». È la testimonianza del varesino Antonio Bandirali, che parla da Crans-Montana, dove si trova per trascorrere il periodo delle feste. Il presidente del Circolo degli Artisti di Varese è un habitué della località di villeggiatura svizzera, che frequenta da anni. E mai avrebbe immaginato di assistere ad una strage come quella della notte di Capodanno.
Gli elicotteri nella notte e la città bloccata
Bandirali era nel suo appartamento la scorsa notte, quando è avvenuto l’incendio che ha devastato il locale “Le Constellation”, situato in pieno centro a Crans. La sua casa dista in linea d’aria 1500 metri. «Abbiamo sentito gli elicotteri e subito abbiamo pensato che qualcuno si era sentito male in qualche rifugio, in montagna succede. Poi al mattino presto ho letto le notizie dell’esplosione e sono uscito con mia figlia. Abbiamo visto che la città era già stata tutta bloccata, di notte avevano provveduto a portar via tutti i morti. I feriti intossicati sono stati portati negli ospedali di tutta la Svizzera». Prima che la zona venisse isolata dalla Polizia ha scattato alcune foto dell’area del locale (nelle immagini qui sotto).
Tragedia inconcepibile
Bandirali non riesce a spiegarsi come sia potuta succedere una tragedia del genere. Un aspetto in particolare lo lascia perplesso. «Una tragedia così immane in Svizzera dove ci sono controlli in tutto e per tutto fare una festa con 400 persone in una cantina in un bar con un’uscita di sicurezza sola, mentre in Italia le norme prevedono un’uscita ogni 75 persone: c’è qualcosa che non quadra». Le sue considerazioni sono il punto di vista di un tecnico del settore, visto il suo passato professionale. «Per 30 anni ho lavorato al Ccr di Ispra, dove mi sono occupato di sicurezza antincendio per le squadre dei pompieri nucleari. Per me è inconcepibile: non riesco a capire come si sia verificata questa tragedia».
Città chiusa nel dramma
Bandirali conosce il bar in cui si è verificato lo scoppio. «Ogni tanto passo di lì a bere il caffè, e il giorno prima ero proprio lì davanti a fare un po’ di acquisti per il cenone». Oggi a Crans-Montana il clima è quello di una comunità avvolta in una grande dolore. «Ho trovato un’atmosfera abbastanza desolante, ci sono pochi curiosi perché sono tutti chiusi nel dramma. Questa città il prossimo anno ospiterà i Campionati del mondo di sci, questo sarà un grave danno di immagine».

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