Tomassini: «Sull’Ippodromo di Varese, Ferrara (M5S) punta il dito e ignora la luna»

VARESE – Il caso dell’Ippodromo di Varese tiene banco anche a Roma. Anche se i protagonisti della querelle sono varesini. Ad accendere la miccia è stato il deputato dei Cinque Stelle Antonio Ferrara con un intervento in aula. Ora però Antonio Tomassini, già senatore e attuale Presidente Associazione di iniziativa Parlamentare per la Salute e la Prevenzione, ma grande appassionato di cavalli e del mondo dell’equitazione, interviene in risposta a quanto affermato dal grillino.

In sintesi, Tomassini rintuzza punto per punto alle affermazioni di Ferrara, ponendo in evidenza l’impegno degli attuali gestori, il ruolo dell’amministrazione e del comune, che è proprietario dell’impianto, ma anche le mancanze da parte degli utilizzatori delle Bettole.

Riportiamo qui sotto, in versione integrale, la lettera del senatore Tomassini all’onorevole Ferrara.

La lettera

Ho letto quanto Lei ha dichiarato in varie interviste, a proposito dell’Ippodromo di Varese e, particolarmente, ho visto il resoconto verbale della Camera dei Deputati in cui Lei ha espresso il suo sdegno e il suo biasimo riguardo alla situazione verificatasi all’Ippodromo delle Bettole di Varese.

La questione, peraltro, sempre come comunicato dagli Organi di Stampa, è confluita in un Accordo in cui, grazie alla disponibilità ed alla generosità dei gestori dell’Ippodromo, è stato possibile rendere operativa una soluzione transitoria del problema.

Quanto Lei ha espresso con molto fervore mi pare, però, che abbia puntato più che alla Luna, al dito.

Infatti, per quanto riguarda gli ‘’Attori protagonisti’’ il Gestore sta eseguendo in ordine di priorità e di importanza gli adeguamenti prescritti per la completa agibilità. Il Comune, che è il proprietario, ha istituito una Commissione di Verifica e Controllo che sta opportunamente eseguendo il proprio mandato.

Il ‘’Terzo Attore’’, costituito dal Gruppo degli ‘’Utilizzatori’’ (Allenatori, Personale d’opera, Proprietari vari) nel quale si distingue un gruppo particolarmente protestatario. Questo gruppo, a cui Lei in particolare ha dato credito e voce:

Omette che la chiusura delle piste è stata comunicata con un mese di preavviso

Strumentalizza il principio del benessere animale compromesso per l’inibizione dell’utilizzo delle piste, quando in realtà i tondini di addestramento sono sempre stati disponibili e quando, a pochi chilometri di distanza esistono spazi e luoghi per allenarsi idonei e praticabili (naturalmente sostenendo gli oneri richiesti);

Dimentica di essere moroso nei pagamenti da molto tempo e, quindi, di non onorare la premessa prima per tutelare il benessere animale;

Sarò io, per primo, a sollecitare l’intervento della Direzione del Dipartimento Tutela animale del Ministero della Salute, per ispezionare le singole situazioni degli allenatori protestatari e chiederò specificatamente all’Ispettore del Lavoro, nonché agli Enti di Vigilanza, di controllare i contratti dei lavoratori e degli operatori impiegati, affinché non ricada in una responsabilità del gestore il ricorso ad una manodopera non qualificata e che non opera nel rispetto delle regole e delle leggi preposte.

Credo che vada fatta una precisa diversificazione tra il mondo dell’equitazione, in cui cavallo è animale d’affezione, rispetto a quello in cui l’animale è strumento di reddito: in entrambi i casi, vanno rispettate le leggi e le tutele, controllando che tutte le parti in comune se ne occupino. Ho avuto modo di occuparmi in prima persona della materia, in numerose occasioni, durante i miei Mandati parlamentari e penso che sia opportuno, per migliorare le cose, analizzare tutte le questioni che si pongono senza enfatizzare o evidenziare solo alcune, dimenticando le altre.

Varese, l’Ippodromo alla Camera. Ferrara (M5S): «Vergognoso bloccare i cavalli»

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