MILANO – Il ricordo di quel pomeriggio di fine agosto è ancora impresso nella memoria visiva di Milano, quando la Torre dei Moro si trasformò in una colonna di fuoco alta diciotto piani. Oggi, a distanza di oltre quattro anni, l’aula della Sesta Sezione Penale del Tribunale di Milano ha ospitato un passaggio cruciale per la ricerca della verità giudiziaria su quel disastro. La Procura ha formulato richieste di condanna pesanti, dai 3 anni e 6 mesi fino agli 8 anni di reclusione per il reato di disastro colposo.
Al centro della requisitoria emerge la figura di Teodoro Martinez Lopez, legale rappresentante della società spagnola Alucoil, per il quale sono stati chiesti 8 anni. Secondo la pubblica accusa, i pannelli del rivestimento a vela prodotti dall’azienda si rivelarono fatalmente inadeguati, risultando altamente infiammabili e favorendo la rapidissima propagazione delle fiamme lungo l’intera facciata dell’edificio. La stessa pena di 8 anni è stata richiesta per Ettore Zambonini, titolare dell’azienda che eseguì i lavori sulle vele della facciata, e per Giordano Cantori, responsabile commerciale dei pannelli incriminati. Il fronte delle responsabilità si estende anche alla catena commerciale e amministrativa: 5 anni di reclusione sono stati chiesti per Stefania Grunzweig, amministratrice della società venditrice delle unità immobiliari, e per Alberto Moro, incaricato dell’acquisizione dei clienti.
La tragedia
La vicenda risale al 29 agosto 2021, una domenica di fine estate in cui il grattacielo di via Antonini divenne il protagonista di un evento drammatico. Il fuoco, divampato inizialmente da un appartamento del quindicesimo piano, trovò nel materiale di rivestimento un combustibile perfetto. In pochi minuti, l’intera struttura venne avvolta da fiamme e fumo nero, visibili da ogni angolo di Milano. Solo il fatto che molti residenti fossero ancora lontani per le vacanze e la rapidità dell’evacuazione evitarono una tragedia umana, lasciando sul campo unicamente, per quanto gravoso, il peso dei danni materiali e della perdita di decine di case.
L’iter giudiziario
Il processo riprenderà il 19 gennaio per le prossime tappe dibattimentali. In quella sede continuerà il confronto tra le ricostruzioni dell’accusa e le tesi delle difese, nel tentativo di chiudere un capitolo che ha cambiato per sempre la percezione della sicurezza architettonica nei moderni complessi residenziali della metropoli lombarda.
