Dimissioni Totti, l’ex capitano ha fatto il bene della Roma? No

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Tagliamo subito la testa al toro: a me la conferenza stampa di Francesco Totti non è piaciuta neppure un po’. È stata autoreferenziale, soprattutto nella parte in cui ha insistito con la tesi della bandiera, unica a resistere alla storia che si trasforma e ai tempi che passano. Ha fatto del bene alla Roma con la sua conferenza? Di certo no. Ha gonfiato il petto di chi sta portando avanti la protesta contro Pallotta, ha ringalluzzito molte tifoserie rivali, umiliando i tifosi puri della As Roma, quelli totalmente estranei alle guerre di religione contro Pallotta. Quelli a cui non interessa nulla di chi non c’è più, ma che tifa solo per la maglia. Totti fatica a uscire dalla dimensione di giocatore: parla ancora da giocatore, agisce ancora come chi è protagonista sul rettangolo verde. Ha dimostrato con la rudezza di quelle dichiarazioni di non essere maturo per essere investito di un ruolo esecutivo da dirigente di livello. Ogni dubbio è caduto: deve ancora crescere. Perché dovrebbe svolgere un incarico chiave senza aver fatto gavetta, senza aver studiato, senza preparazione? Ribaltare la dimensione del campo su quella della scrivania non è un fatto scontato. Non è un passaggio fisiologico e immediato. Prima dimostri di avere la giusta preparazione e poi pretenda il ruolo. Le sue dichiarazioni hanno svelato le strategie di mercato della società, bisognosa di plusvalenze per una cinquantina di milioni di euro. Hanno prodotto un danno, abbassando il valore di chi sarà ceduto. Da oggi chi avrà voglia di andare a Roma dopo che l’ex capitano ha vuotato pesantemente il sacco? Nel merito ha detto un sacco di cose condivisibili a partire dalla gestione surreale della società con Baldini, titolare dell’ultima parola, a Londra, Pallotta a Boston e gli altri a Roma. La figura del consulente esterno è ambigua e produce danni. L’assenza di Pallotta da troppo tempo è pesante. Aspetti giusti, già noti, ma questo è uno di quei casi in cui forma e sostanza sono distanti. La “coltellata” di Totti deve esser presa dalla società come un nuovo inizio. Ora Pallotta dimostri di volere il bene della Roma dando seguito concreto alle letterine che ha pubblicato negli ultimi giorni. Faccia una squadra forte, rendendo vani i tentativi di ridicolizzarlo che sono partiti dal secondo successivo alla fine della conferenza di Totti.

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