Tour de France, Van der Poel anticipa Pogacar e conquista la maglia gialla

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Van der Poel vince la seconda tappa del Tour de France e indossa la maglia gialla

Ancora Alpecin Deceuninck a marchiare a fuoco questo avvio di Tour de France: la seconda tappa, Lauwin Planque – Boulogne sur Mer da 209.1 chilometri, è di Mathieu Van der Poel con un poderoso sprint in salita! Il fenomeno olandese è la nuova maglia gialla, dopo il successo di ieri del compagno Philipsen (comunque in maglia verde) e precede proprio i due grandi favoriti della corsa: Tadej Pogacar (2°) e Jonas Vingegaard (3°) con lo sloveno che indossa ora i pois degli scalatori. Dietro al magico trio come piazzamento odierno, Romain Gregoire per la Groupama FDJ; dietro al magico trio in classifica generale, Kevin Vauquelin (Arkea B&B) che si veste di bianco. Premio di combattivo per Armirail, in avanscoperta sia ieri che oggi.

CRONACA

È la frazione più lunga del Tour, piove e tira vento, non c’è un metro di pianura ma nemmeno montagna vera e propria, è un saliscendi lieve ma continuo sulle tipiche stradine francesi, per di più bagnate: ci sono tutti gli ingredienti per una gara imprevedibile e di difficile interpretazione. A dare un’idea significativa in tal senso, a fare l’andatura in gruppo sono Intermarché Wanty e Alpecin Deceuninck (formazioni da cacciatori di tappe) mentre i direttori sportivi dei team degli uomini classifica parlano di GC day ovvero un giorno dove si può disegnare la generale. La situazione si risolverà in un ibrido tra questi due scenari…

Dopo tre chilometri vanno via in quattro: Brent Van Moer (Lotto), il già fuggitivo ieri Bruno Armirail (Decathlon Ag2r), il campione norvegese Andreas Leknessund (Uno X) e quello kazako Yevgeniy Fedorov (XDS Astana) che è stato il primo a portar via la fuga di forza.

Tra numerose forature in coda, autentico leit-motiv di questo weekend d’apertura, e una scivolata su curva bagnata di Leknessund e Fedorov, che comunque rientrano su Armirail e Van Moer senza troppi patemi, il tragitto del quartetto al comando verso il passo di Calais procede con due minuti e mezzo di margine. Verso metà tragitto la pioggia cessa, il distacco resta a lungo costante ma non manca il nervosismo nella pancia del plotone: al km 110 vanno in terra Victor Campenaerts (Visma Lease a Bike), Valentin Paret Peintre (Soudal Quick-Step), Lennert Van Eetvelt (Lotto), Fred Wright (Bahrain Victorious), Jordan Jegat (Total Energies) e Soren Waerenskjold (Uno X) che chiamano a raccolta energie e compagni per rientrare.

Quello è esattamente il momento in cui gli uomini di Philipsen e Van der Poel, col solito Silvan Dillier in testa, hanno appena ricevuto manforte dalla Lidl Trek di Jonathan Milan (guidata da Quinn Simmons vestito a stelle e strisce) cominciando ad accelerare davvero. L’inseguimento ai battistrada si concretizza subito dopo il traguardo volante del km 155 a Enocq, dove peraltro Milan si volta aggressivamente a “dirne quattro” a Biniam Girmay: da chiarire se per presunte chiusure reiterate nello sprint da parte del veloce eritreo, o per qualcosa avvenuto in precedenza. La giornata difficile del gigante friulano prosegue sul muro di Haut Pichot ai -30 dalla conclusione: prima urta un tifoso troppo invadente a bordo carreggiata, facendogli volare il telefono, poi si aggancia con Geraint Thomas e deve rimettersi rapidamente in sella.

A proposito del muro, lo prende di petto Wout Van Aert: va a marcarlo stretto Tim Wellens, che taglia per primo il GPM. Diversi velocisti, gregari ed ex fuggiaschi si staccano, ma la vera selezione avviene nell’uno-due degli ultimi dieci chilometri. Sul durissimo Saint Etienne au Mont, intrapreso di gran carriera dalla Groupama FDJ che ora guida la classifica a squadre, è protagonista come ieri la Visma Lease a Bike, con Matteo Jorgenson che riduce il gruppo principale a 26 unità. Non c’è spazio per gli sprinter, Philipsen e Girmay restano nel secondo troncone mentre Pogacar non si lancia intimidire e scollina per primo. Tra gli attardati pure i capitani della Ineos, Carlos Rodriguez e Geraint Thomas. Sulla vetta di Outreau invece, ai -5km, Jonas Vingegaard tenta l’allungo in prima persona ma in discesa parte in contropiede Kevin Vauquelin. I due vengono raggiunti da Alexey Lutsenko (Israel Premier Tech) e a 2500 metri dalla meta ci pensa la “trenata” di Joao Almeida a ricucire. Ci prova allora Florian Lipowitz (Red Bull Bora) e ancora il portoghese della UAE va a chiudere.

I giochi si decidono sull’ultimo chilometro che tira all’insù. Ai -600 metri rompe gli indugi Julian Alaphilippe: dall’ammiraglia della Tudor avevano fatto sapere che oggi era in una forma migliore rispetto a ieri (al contrario, Lenny Martinez ha vissuto un’altra prestazione opaca) e lui lo dimostra così. A reagire è però Van der Poel, che si piazza davanti sulla curva finale a destra e davanti rimane: solo Pogacar prova ad accodarsi e superarlo, ma è impossibile. Terzo Vingegaard, che anticipa Gregoire, Alaphilippe, Oscar Onley e via discorrendo, con Simone Velasco (XDS Astana) 9° e miglior italiano.

Domani, a scanso di scoppiettanti sorprese da tener pur sempre in conto, dovremmo vedere finalmente vedere una volata a ranghi compatti. Avverrà il “riscatto” di Milan?

Articolo a cura di Tuttobiciweb.it

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