La 15^ tappa del Tour de France, ultima della seconda settimana e del terribile trittico alpino, è di Wout Poels: l’esperto olandese della Bahrain Victorious (seconda vittoria di squadra in questa Grande Boucle dopo Pello Bilbao a Issoire) conquista il Monte Bianco e mette in palmarès il primo successo in un grande giro, lui che nel 2016 vinse la Liegi-Bastogne-Liegi. Ennesimo secondo posto per il suo omonimo Van Aert (Jumbo Visma), terzo un ottimo Mathieu Burgaudeau (Total Energies).
Sono stati 179 chilometri su e giù per l’Alta Savoia con partenza da Les Gets: poca pianura, sei salite (tra cui l’arrivo) e un incrocio di lotte forsennate: per la fuga, per la vittoria e per la classifica scalatori, con finalmente una gioia italiana. Meno per la generale, che vede invariati i distacchi tra Jonas Vingegaard (Jumbo Visma) e il “bianco” Tadej Pogacar (UAE). La maglia verde è saldamente di Jasper Philipsen per l’Alpecin Deceuninck.
LA CRONACA
Pronti via (senza Dani Martinez della Ineos Grenadiers, che ieri è andato in fuga pur essendo rimasto coinvolto nella maxi-caduta iniziale ma stamattina si è dovuto ritirare per i traumi emersi a freddo) e in un primo tratto all’ingiù il gruppone si spezza in due. Il tempo di ricompattarsi e in piano va via una decina di uomini. Il gruppo però è furente, c’è tantissima voglia di centrare la fuga e il tentativo viene riassorbito alle pendici del col des Fleuries. Su questa ascesa-antipasto si scatena la bagarre dei gruppettini e, proprio sullo scollinamento al km 40, allungano decisi Julian Alaphilippe (Soudal QuickStep) e Alexey Lutsenko (Astana).
In picchiata il plotone si ricompatta, in falsopiano evadono 36 inseguitori: Rui Costa (Intermarché Circus Wanty), Omar Fraile (Ineos Grenadiers), Alex Aranburu (Movistar), Mathieu Burgaudeau (Total Energies), Chris Hamilton (DSM), Marc Soler (UAE), Wout Van Aert (Jumbo Visma), Guillaume Martin e Ion Izagirre (Cofidis), Nils Politt e Marco Haller (Bora Hansgrohe), Mikel Landa e Wout Poels (Bahrain Victorious), Soren Kragh Andersen e Mathieu Van der Poel (Alpecin Deceuninck), Olivier Le Gac e Thibaut Pinot (Groupama FDJ), Warren Barguil e Simon Guglielmi (Arkea Samsic), Lawson Craddock, Christopher Juul-Jensen e Luka Mezgec (Jayco AlUla), Torstein Traeen, Soren Waerenskjold e Jonas Abrahamsen (Uno X), Juanpe Lopez, Mattias Skjelmose e Giulio Ciccone (Lidl Trek), Hugo Houle, Krists Neilands, Dylan Teuns e Michael Woods (Israel Premier Tech), Rigoberto Uran, Andrey Amador, Neilson Powless e Magnus Cort Nielsen (EF).
Il gruppo principale lascia andare e scivola serenamente sopra i 7 minuti. Non prima, però, di una maxi-caduta dovuta a un cellulare tenuto troppo al di là di una transenna: in un piccolo centro abitato poco prima di Annecy, Sepp Kuss (formidabile gregario di Vingegaard) finisce a terra a causa dell’urto col telefonino, provocando un classico effetto domino che vede coinvolti il compagno Nathan Van Hooydonck, Egan Bernal, Kevin Vermaerke e Michael Gogl tra gli altri. Tutti si rimettono in sella e la corsa va avanti, con un pelo d’amarezza per l’ennesimo episodio che vede gli spettatori protagonisti in negativo.
Alaphilippe e Lutsenko transitano a braccetto sul col de la Forclaz ma vengono ripresi dopo la discesa, formando un fugone di 38 biciclette. Al km 106, giocando d’anticipo sulle successive pendenze, attacca Marco Haller, che però lungo il col de la Croix Fry viene sorpassato dal contrattaccante Rui Costa. L’ottimo lavoro di Skjelmose, infine, consente di riprendere il portoghese e permette a Ciccone di agguantare Powless in cima alla classifica scalatori: in virtù del maggior valore complessivo dei Gran Premi della Montagna conquistati in questo Tour, l’abruzzese martedì indossera la maglia a pois!
Tra questa salita e quella a stretto giro del col des Aravis, perdono contatto ben 24 corridori e al km 132, sullo scollinamento degli Aravis, Marc Soler imprime la fiammata e si porta con sé in picchiata i due Wout, Van Aert e Poels. In realtà con loro c’è anche Krists Neilands, che però cade nel prendere una borraccia in curva: per fortuna il muretto impedisce al lettone di finire nel burrone. Il catalano perde terreno e lascia a scappare i due Wout, che intraprendono i dodici decisivi chilometri finali con quasi due minuti di vantaggio su Burgaudeau, Martin, Craddock, Aranburu, Landa, Houle, Barguil, Guglielmi, Ciccone e Skjelmose.
Mentre inseguitori e gruppo maglia gialla si scremano, sulla côte des Amerands (3 km al 10%) attacca secco Wout Poels, che si fa in solitaria i dieci chilometri conclusivi fino al trionfo di Saint Gervais, con l’omonimo Van Aert a resistere strenuamente e gli inseguitori a sorpassare Soler. Tra i big, intanto, Carlos Rodriguez parte e consolida il podio generale su Jai Hindley. Così facendo, il giovane capitano della Ineos Grenadiers fa anche da stura a Pogacar e Vingegaard per mettersi alla sua ruota, sorpassarlo e andarsi a giocare negli ultimi metri eventuali secondini: con Kuss in condizioni non ottimali causa “caduta del cellulare”, Adam Yates lancia Tadej ma Jonas è bravissimo a reagire e i due attesi rivali tagliano il traguardo praticamente a braccetto.
Tutto rinviato alla terza settimana: domani riposo e martedì si riprende con una crono (l’unica di questo Tour) da 22,4 chilometri. Intanto oggi si registra pure il sorpasso di Adam Yates su Hindley, mentre il gemello Simon si attarda e Bilbao ringrazia. Infine, la grande fuga odierna permette a Guillaume Martin di issarsi in decima posizione ai danni di Felix Gall. Jonas Vingegaard conserva la maglia gialla.
Articolo a cura di Tuttobiciweb.it
