Vince Del Toro davanti a Pogacar: a Barcellona, seconda tappa del Tour de France, la Uae con una doppietta si prende la rivincita dopo la sconfitta di sabato nella cronosquadre. Ma Vinegaard, quarto, riesce a conservare la maglia gialla di leader della generale.
Che teatrino
Che lo spettacolare circuito finale del Montjuic chiamasse i big alla scoperta era più che prevedibile anche perché Pogacar aveva il dente avvelenato e che volesse rifarsi era scritto sui muri. Peccato che quello che voleva essere uno show è diventato un teatrino. Skjielmose che è davanti Vine ripreso, scatta Del Toro a mani alte, Vingegaard – a mani basse – gli si mette a ruota con dietro Pogacar. Il danese però soffre, Tadej se ne accorge affianca il suo compagno messicano e, mentre rallenta, gli urla di andare a vincere. Stucchevole. Per oggi Pogacar si accontenta di guadagnare “solo” sei secondi su Jonas. Tra i due, sul traguardo, si inerisce Evenepoel. Oggi il migliore dei nostri è stato Pignoli, 28° a 1’10” dal vincitore. Malissimo, e già fuori classifica, Tiberi, capitano della Bahrain: 46° a 5’44”.
La classifica
La classifica è già quella dei big. Guida Vingegaard con 6” su Poca e 15” su Remco. Del Toro è 4° a 16”, mentre Aysuo, che oggi ha perso 3”, è 5° a 19”. È probabile che il podio conclusivo, domenica 26 a Parigi, sarà composto da 3 dei primi 5 attuali. L’unico possibile inserimento potrebbe essere quello del tedesco Lipowitz ora 8° a 45”. Seixas, che oggi ha forato ed è stato costretto a un difficoltoso inseguimento, al momento, è 6° a 42.
La sfida in salita
I risultati di questi due giorni portano a fare una ragionamento sulle prestazioni in salita. Ieri il migliore nel tratto conclusivo di 860n metri al 6,6%, è stato siglato da Pogacar e Ganna che hanno impiegato 1’21”. Evenepoel ha lasciato 3”, Vingegaard e Seixas 5. Questo può voler dire che Pogacar è il più forte in assoluto salita? No. Quello di ieri è stato solo uno strappo, adatto a corridori potenti come dimostra il tampone di Ganna. Tadej, è risaputo, è più esplosivo di Vingegaard. Sulle salite vere, quelle di grande resistenza, però le cose potrebbero andare diversamente. Chissà, forse ci godremo lo spettacolo.
Domani la terza tappa
Da Granollers a Les Angles: sono 196 km e 3.850 metri di dislivello. La terza tappa del Tour è una frazione di montagna ma l’arrivo !.700 metri al 6,5%, gpm di 3a categoria) non è considerato in salita. Attraversando i Pirenei la corsa rientra in Francia.
Tour: Ganna ci fa sognare, ma la prima gialla è di Vingegaard. Pogacar sconfitto
