di Claudio Ghisalberti
LILLA – Il vento ha tirato uno scherzo. Eh no, troppo semplice, troppo superficiale commentare così la prima tappa del Tour de France. A decidere la corsa gli errori di Milan, della sua Lidl-Trek, della Soudal e della Red Bull. E così la prima maglia gialla del 112° Tour de France è Jasper Philipsen (Alpecin Deceuninck) che si aggiudica la Loos-Lille da 184,9 km.
Vento teso laterale
Mancano una ventina di chilometri al traguardo, il gruppo viaggia velocissimo. I muscoli sembrano scossi dalla corrente. Come da previsioni c’è vento teso laterale. Siamo al Tour. Fiutare che da un momento all’altro possa esplodere la corsa è abbastanza facile. Pancani, telecronista Rai, si rivolge al sodale, Cassani, ovvero l’esperto, la voce tecnica. “Davide il vento può influire sul finale della corsa?”. Risposta sicura: “No”. Come? Così evidentemente la pensano anche Milan, Merlier, Evenepoel e Roglic.
Passano quattro chilometri, forse meno. Vingeegard fiuta l’aria e si mette e menare in testa al gruppo. Pogacar, ovviamente, non lo perde di vista. Poi ci pensano Trentin e Van Der Poel che capiscono l’antifona e si mettono al giradischi. Se c’è vento, loro sono la bufera. Il gruppo si sbrindella.
Certo, quando vedi l’ex campione del mondo davanti che stantuffa probabilmente è tardi per rimediare. Ma se sei al grande giorno, perché è tutta la stagione che punti a questo traguardo, VdP – che si porta a ruota il suo compagno Philipsen – non lo devi mollare nemmeno se si ferma per fare i bisogni. Ti devi incollare alla sua ruota dal foglio firma alla doccia. Poi se davanti ci sono pure Pogacar e Vingeegard cosa pensi che succeda? Che il gruppo si spacca, che la corsa se ne vada. Che il tuo sogno si frantumi. Non puoi dormire anche perché Stuyven, tuo compagno esperto, è la coi primi. Però perché quando il margine si allarga solo un Lidl aiuta a inseguire? Stuyven è davanti, Milan dietro, uno insegue, Skjelmose pensa alla classifica. E gli altri quattro Lidl? Sono già stanchi?
Lo stesso discorso fatto per Milan, pari pari, vale anche per Evenepoel e Roglic. Già gli altri due sono nettamente più forti in salita, se poi nelle tappe per velocisti regali 39 secondi non è l’inizio, è la fine.
Poi, tornando a Milan, fai la volata per il 39° posto? Mah.
