Tragedia del Mottarone, le parti civili ancora in campo al processo

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Il processo per la tragedia della funiva del Mottarone si svolge al Tribunale di Verbania

VERBANIA – Tra le concause che stanno spingendo il processo per i 14 morti della tragedia della funivia del Mottarone verso la soluzione dei patteggiamenti o di altre forme di giudizio più rapide nel ci sono senza dubbio i consistenti risarcimenti pagati dalla Leitner la società altoatesina che si occupava della manutenzione dell’impianto – che peraltro ha sempre rivendicato la sua assoluta estraneità alle accuse formulate dalla Procura della Repubblica di Verbania – oltre a quelli corrisposto da Reale Mutua, l’assicurazione a cui la società Ferrovie del Mottarone di Luigi Nerini aveva affidato la copertura dei rischi dell’impianto. I risarcimento hanno fatto si che che la quasi totalità dei parenti delle vittime abbia ritirato la richiesta di costituzione di parte civile e sia uscita di scena. Proprio questo percorso ha anche creato le condizioni per un graduale alleggerimento delle posizioni degli imputati, culminato con l’ultima riscrittura dei capi di imputazione avvenuta a giugno, e sembra preludere alla richiesta di una serie di patteggiamenti che potrebbe arrivare giovedì alla ripresa dell’udienza preliminare.

Pochissime le parti civili ancora in campo. Contro Luigi Nerini, titolare delle Ferrovie del Mottarone, e Gabriele Tadini, il capotecnico che aveva confessato di aver inserito i famosi “forchettoni” – si sono costituiti i parenti israeliani del piccolo Eitan Biran, l’unico sopravvissuto alla strage dove sono morti i suoi genitori, il suo fratellino e i suoi bisnonni. Si tratta di quattro nuclei familiari del ramo paterno (i parenti di Amit Biran, papá di Eitan) per un totale di undici persone, oltre alle famiglie dei  parenti di Tal Peleg, la mamma di Eitan. Ancora nel processo – ma anche contro i dirigenti di Leitner – una decina di parenti di Serena  Cosentino, la giovane ricercatrice calabrese del CNR di Pallanza morta nello schianto insieme al fidanzato di origine iraniana.

Ci sono poi gli unici due enti coinvolti, la Regione Piemonte e il Comune di Stresa, che si sono costituiti contro tutti gli imputati, ma che, secondo quanto risulta, stanno trattando la definizione di un risarcimento. Lo conferma il responsabile della comunicazione di Leitner: “sui risarcimenti al Comune di Stresa e alla Regione Piemonte non c’è nulla di definitivo, ci sono colloqui ancora in corso, che potrebbero arrivare ad una definizione in extremis”.

Ettore Colli Vignarelli

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